♥ Cast e Troupe
Un fonico che inizia a lavorare su un cortometraggio può, anzi deve seguire i seguenti passaggi per garantire una registrazione audio di qualità. Ricorda che l'audio è un elemento essenziale in un cortometraggio, e che una registrazione di qualità può migliorare significativamente la produzione complessiva (mentre una cattiva registrazione, anche parziale, può rovinare completamente tutto il cortometraggio).
SE non sei tu stesso il factotum/tuttofare del tuo cortometraggio, una figura che ti serve sicuramente è il cameraman, cioè colui che opera direttamente con la cinepresa/videocamera. Il regista dirige tutte le operazioni, quindi normalmente non può stare anche dietro l'apparecchi di ripresa. Quindi durante le riprese è dell'operatore alla macchina la responsabilità delle riprese: deve sapere cosa entra o esce dall’inquadratura, deve controllare gli effetti delle luci, segue la continuità dei movimenti di scena. Oltre al regista, è l'unico che può interrompere le riprese, ad esempio per problemi tecnici di pellicola o per una inquadratura completamente sballata.
Sul set deve seguire le indicazioni del regista, collaborando con lui, dapprima provando e riprovando la scena anche senza gli attori, poi con gli attori in modo che la ripresa finale sia "buona la prima!". Deve provare i movimenti che deve fare la macchina da presa, perchè non siano bruschi, collabora con il regista ed il direttore della fotografia per lo stile di ripresa e la composizione dell'immagine, deve seguire l'azione degli attori in modo che le inquadrature volute dal regista siamo effettuate regolarmente,
Nei test iniziali collabora con molti altri tecnici, iniziando dal fuochista (focus puller), se usa macchine professionali sul cui obiettivo occorre sistemare momento per momento la misurazione della messa a fuoco; col microfonista (che microfona i vari attori che stanno sul campo); con la squadra impianti per l'installazione della telecamera su supporti o binari, su gru, su auto; con il mixerista video (per la gestione stacchi riprese) ed il mixerista audio (gestione output del sonoro).
Lo SCENEGGIATORE possiede l’arte di saper raccontare e riesce a tradurre una narrazione (un testo, un romanzo, un fatto realmente accaduto…) in una storia per immagini, la sceneggiatura, in grado di catturare l’attenzione del pubblico. Il suo lavoro prevede un’interazione continua con il regista durante il processo di produzione dell’opera, che sia un film, uno spot, un documentario o uno spettacolo teatrale, per adattare la sceneggiatura nel migliore dei modi alle esigenze di ripresa.
Se il cinema e la scrittura sono le tue grandi passioni avrai sicuramente pensato di diventare sceneggiatore. Questo professionista ricopre un ruolo fondamentale nella produzione artistica in quanto si occupa di costrure quella che è la base di qualsiasi produzione che si rispetti: un'ottima ed accattivante storia. Quello dello sceneggiatore, inoltre, è un mestiere molto versatile in cui creatività e tecnica si fondono non solo al servizio del cinema, ma anche della televisione, della pubblicità, del teatro e così via. Insomma, dovunque c'è una produzione artistica di spessore c'è una storia da raccontare e dovunque c'è una storia da raccontare... Beh, c'è uno sceneggiatore pronto a farlo!
DEFINIZIONE: Il Musicista esecutore è lo strumentista che esegue prevalentemente in pubblico, da solo o molto spesso in gruppo, brani musicali composti da altri. Il Musicista esecutore è una figura tradizionale del settore dello spettacolo e ultimamente sta vivendo una particolare fioritura, dovuta in particolare all'apprezzamento crescente del pubblico ed alla diffusione presso locali e club della musica dal vivo.
Se infatti la situazione delle orchestre sinfoniche di musica classica non sembra particolarmente rosea, l'industria del divertimento e del tempo libero sembra aver riscoperto negli ultimi anni la musica dal vivo, sia da ascolto che da ballo, e le città nella stagione invernale ed i luoghi di villeggiatura d'estate si sono nuovamente riempite di spazi per le esibizioni "live" di artisti e gruppi sia emergenti che maggiormente affermati.
DEFINIZIONE: Il Creatore degli effetti speciali è quella figura professionale che idea, progetta e realizza gli accorgimenti tecnici che simulano una situazione difficilmente ottenibile in altro modo. L'effetto speciale serve quindi a ricreare la "realtà del film", vale a dire a far sembrare credibile una scena pensata dal Regista. Gli effetti speciali possono essere suddivisi in tre grandi famiglie
Il Tecnico delle luci (o Datore luci) è il "responsabile della sequenza delle luci" durante l'esecuzione di uno spettacolo. Quella del Tecnico è una figura professionale trasversale, che nasce storicamente a teatro per diventare essenziale nel cinema prima e in televisione poi, con il nome di "Direttore della fotografia".
Il Fonico è l'operatore responsabile dell'output sonoro di una produzione audio visiva. L'elemento sonoro è una parte essenziale dei prodotti dello spettacolo, siano questi film, cortometraggi, spot pubblicitari (chem ricordiamo non sono definiti cortometraggi) o programmi televisivi (per l'appunto definiti "audiovisivi"); in altri, il sonoro costituisce addirittura la parte esclusiva, come nel caso delle opere musicali.
Il termine "scenografia" indica la ricostruzione dell'ambiente in cui si svolge l'azione. L'apparato scenografico si differenzia a seconda del tipo di "messa in scena" che si vuole realizzare. Per esempio una sceneggiatura di un soggetto naturalistico richiede una costruzione scenografica che si avvicini il più possibile alla realtà, e comunque renda il più possibile credibile ciò che si vuole rappresentare in quel determinato modo; un soggetto di tipo surrealistico o simbolico, invece, richiede una ambientazione del tutto particolare ed adeguata.
Visto che così com'è la cerimonia è un po' corta – ehm – ma anche perché ci sono mestieri che meriterebbero un po' di attenzione in più. Da quasi vent’anni gli Oscar premiano sempre le stesse 24 categorie. La più recente, infatti, è quella per il miglior film d’animazione, che esiste dal 2002. Nel 2018 l’Academy, l’associazione che assegna gli Oscar, provò a introdurre un nuovo premio per il “film più popolare“, ma l’idea piacque così poco che il premio non è mai stato assegnato.
Il mondo del cinema non è fatto di soli attori e registi. Se un film "funziona", il merito è spesso e soprattutto di un bravo sceneggiatore, ovvero colui che scrive il copione, ma non solo. Lo sceneggiatore ha anche il compito di scrivere infatti una descrizione dettagliata di tutte le scene e dei dialoghi che compongono una storia, dando così al regista la "traccia" su cui realizzare l'opera. Uno sceneggiatore può essere specializzato nella scrittura di copioni di film, telefilm, commedie teatrali, commedie radiofoniche. L'attivita è quasi sempre svolta come libero professionista, in collaborazione con registi o produttori. Un ruolo dietro le quinte, ma fondamentale. Una battuta banale, un dialogo senza mordente. Basta poco per rendere inutile la presenza di un bravo attore e di un grande regista. Ma come si diventa sceneggiatori?
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Il mestiere di Produttore? Difficile, quasi impossibile da definire. Troppe le competenze e nessuna; troppi i volti, cangianti, polimorfi e sconosciuti. Così, invece di tracciarne l'identikit, cominciai un diario di lavorazione. Sperando che il "particulare" gettasse luce sulle mansioni e sul gioco delle parti.Giovedì, 22 luglio. Negli uffici della produzione regna, appunto, il caos: Beth e la segretaria si arrabattono per completare gli organici, la decoratrice e il capo-attrezzista sono incollati al telefono, io ricevo i candidati, controllo le referenze e pago in contanti i materiali acquistati dai carpentieri, mastice, bulloni, chiodi, graffette. Nessuno ci conosce, nessuno ci fa credito e così perdo un sacco di tempo ad approvare, registrare, archiviare i pagamenti. Nel tempo libero (poco), cerco di ingraziarmi l'équipe dei carpentieri e il personale dei teatri di posa: telefono ai ristoranti in zona per il pranzo, offro un caffè, una ciambella, un sorriso. Dal ruolo della "mamma" a quello del "gendarme": soprintendo alle riunioni — del regista con i capireparto, di ciascun capo-reparto con il suo staff —, traduco le decisioni sul piano di lavorazione e le diramo al resto della troupe. Continuiamo il casting e i sopralluoghi, che avremmo già dovuto ultimare e che si trascinano invece fino alle riprese.
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Cosa dire di uno sceneggiatore che si è inventato e ha scritto "La grande guerra" di Mario Monicelli, un capolavoro della nostra commedia che non solo vinse il Leone d'Oro a Venezia, ma fu anche campione d'incassi della sua stagione, "Il buono, il brutto, il cattivo" di Sergio Leone, forse il più grande western che si sia mai fatto in Italia, "Signori e signore" e "Sedotta e abbandonata" di Pietro Germi, "Crimen" di Mario Camerini, il primo thriller comico, "Un tranquillo posto di campagna" di Elio Petri? Cosa dire di un signore che ha scritto grandi spaghetti western come "Il mercenario" di Sergio Corbucci, "Da uomo a uomo" di Giulio Petroni, "Per qualche dollaro in più" e "Giù la testa" di Leone, che ha collaborato con Billy Wilder per "Avanti!", con Carlo Lizzani per "Il gobbo", "La vita agra" e "Roma bene", che ha dato vita a grandi film di successo come "I due nemici" di Guy Hamilton, "Briganti italiani" di Camerini, "Noi donne siamo fatte così" di Dino Risi, "Piedone lo sbirro" di Steno, "Il conte Tacchia" e "Il bestione" di Sergio Corbucci, "Miami Supercops", "Casablanca, Casablanca", perfino "Uomini duri" di Duccio Tessari, "L'orca assassina" di Michael Anderson o "Codice magnum" con Arnold Schwarzenegger?
Non è stato facile per Vulture redarre una lista degli sceneggiatori più bravi, nonostante secondo Hitchcock l’ingrediente indispensabile di un ottimo film sia proprio la sceneggiatura (lui la dice così: «Servono tre cose per fare un buon film: il copione, il copione e il copione»). Forse proprio per questo elencare i migliori film sembra un po’ più facile, e infatti questo tipo di liste abbonda (l’ultima del New York Times con i 25 migliori film del 21esimo secolo è piena di chicche da recuperare). Quali criteri usare, invece, per classificare i migliori scrittori di film? In base all’efficacia della trama? Alla brillantezza dei dialoghi? Alla capacità di delineare personaggi indimenticabili? Alla qualità intrinseca dello script in quanto opera letteraria a sé? A tutto questo insieme?
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Il ruolo dello sceneggiatore. La realizzazione di un film è sempre preceduto da una lunga fase di lavoro letterario, in cui si tesse lo svolgimento della storia e dell'intreccio, si definiscono i personaggi, si redigono i dialoghi. È il lavoro dello sceneggiatore: realizzare il film sulla carta. Il cinema è sempre frutto di un lavoro di equipe, ma la fase letteraria sta alla base di ogni film. Lo sceneggiatore è l'unico che ha una visione d'insieme del film, "privilegio" che poi condividerà con il regista.
Il direttore della fotografia è l’autore della luce del film. Un’affermazione quasi poetica, che ad alcuni può anche sembrare vaga. Per questo per meglio comprendere il suo ruolo è necessario aver ben presente cos’è la fotografia nel cinema e per questo vi consigliamo la lettura del nostro articolo in proposito.
In conclusione mi pongo una domanda (chi è lo sceneggiatore?) che in teoria avrebbe dovuto essere preliminare. Non ho voluto appositamente offrire una risposta a priori, chiarendo la specifica competenza professionale richiesta a uno sceneggiatore, né definirne le caratteristiche ideali come una specie di assioma vocazionale. Non esiste per gli sceneggiatori un Giuramento di Ippocrate.
Con la crisi le professioni del cinema sono cambiate e il low budget è diventato la regola. Ecco una guida per orientarsi.
Qualche giorno fa un mio amico direttore della fotografia posta su Facebook un articolo sulle professioni del cinema uscito ormai qualche anno fa. E’ scritto bene, si lascia leggere velocemente e fotografa una situazione lavorativa in maniera limpida, e informale – le emoticon aiutano a zuccherare quel magone che però mi sale leggendo.
Trovo giusto che ci sia qualcuno che voglia far chiarezza nel mondo del lavoro, soprattutto il nostro. Non solo, questo è un ottimo modo per “spiegare” ai non addetti ai lavori quanta stratificazione e quanta mole di lavoro c’è nella realizzazione di un prodotto culturale, che solitamente viene consumato in un lasso di tempo talmente breve, rispetto alla quantità di ore di lavoro passate dietro il progetto, da essere il più delle volte banalizzato o generalizzato brutalmente dallo spettatore medio (“il regista ha fatto un film noioso”, “l’attore è un cane”, “la fotografia fa schifo”, ecc).
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Lo so che non ci credete, ma alle volte è meglio avere poche idee ma buone: anzi è meglio se riduciamo al minimo i nostri obiettivi. Ma è davvero possibile? Innanzi tutto dobbiamo amare questo mestiere, pensare che fare film è la cosa più eccitante e divertente ed al contempo è sempre una grande sfida. Specialmente ora, quando la produzione e distribuzione dei film è diventata poco costosa.
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Qui potrete trovare in ordine alfabetico un elenco con una breve descrizione delle maestranze che compongono la possibile realizzazione di un film.
AIUTO REGISTA: collabora a fianco del regista occupandosi della pianificazione delle riprese, dell'organizzazione del film e del set per conto del regista
ARREDATORE o ATTREZZISTA: dopo aver reperito e ordinato gli oggetti e gli arredi richiesti dal regista secondo le necessità della sceneggiatura si occupa di allestire le scene con essi
ASSISTENTE OPERATORE: lavora a fianco dell'operatore dato che si occupa del funzionamento elettronico, ottico e meccanico della macchina da presa e del DOP visto che durante le riprese è lui che verifica il diaframma, i filtri, le cadenze di ripresa e compie i cambi di fuoco. Coordina tecnicamente anche il reparto.
ATTORE: interpreta con una recitazione naturale un personaggio filmico (o più) dopo aver compiuto un lavoro approfondito su se stesso adattandosi completamente alla psicologia e alle caratteristiche del ruolo interpretato
CASTING DIRECTOR: si occupa di scegliere i componenti del cast artistico cioè gli attori e quelli del cast tecnico, nonché le figure professionali che comporranno la troupe
CINEASTA: regista che oltre al suo ruolo tradizionale di coordinatore copre il ruolo di un'altra maestranza (regista/sceneggiatore, regista/montatore, regista/compositore). Nel caso in cui il regista vada a coprire molti più ruoli si parla della figura del Film Maker, affermatasi in tempi recenti con l'avvento del digitale e la riduzione dei costi di realizzazione di un film
COMPARSA: tipologia di attore spesso non professionista che compare all'interno di una scena come figurante
COMPOSITORE: scrive in accordo col regista le musiche del film. Spesso per realizzare la colonna sonora collabora con il rumorista.
COSTUMISTA: a seconda della volontà del regista e in accordo con lo scenografo disegna i bozzetti degli abiti di scena scegliendone lo stile, i tessuti e i colori. Può ordinare i capi nelle sartorie specializzate o dirigere la squadra dei sarti per realizzarli. Mentre per gli aspetti tecnici e logistici se ne occupa l'AIUTO COSTUMISTA.
DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA (DOP): lavora a stretto contatto con il regista e l'operatore di macchina. E' colui che decide che tipo di fotografia (illuminazione, filtri, obiettivi) usare durante le singole scene.
DIRETTORE DI PRODUZIONE: sempre in contatto con il produttore si occupa di controllare tutti gli aspetti che fanno parte della lavorazione del film, dalla pre-produzione (piano di lavorazione, composizione troupe, contratti) alla post-produzione. Il suo primo aiutante è la SEGRETARIA DI PRODUZIONE che si occupa di seguirlo in tutte le sue fasi
DISTRIBUTORE: Si occupa di distribuire una volta terminati i film nei festival e nelle sale cinematografiche. Ha forti contatti con produttori ed esercenti
DOPPIATORE: in Italia da sempre vige l'arte del doppiaggio. Il doppiatore è colui che dà voce a un personaggio di un film che può essere straniero o italiano, infatti è capitato, specialmente nel passato, che alcuni doppiatori italiani prestassero la loro voce ad alcuni attori della stessa nazionalità per motivi legati al timbro, all'accento o alla dizione dell'attore. Altre volte invece gli stessi attori finite le riprese si doppiano, questo per una questione di audio che proviene da una scelta fatta dal regista e dal fonico.
EDITOR: seguendo le indicazioni della sceneggiatura, del regista, delle annotazioni della segretaria di edizione e del logger si occupa in fase di post-produzione del montaggio del film, quindi di montare inquadratura dopo inquadratura, scena dopo scena, sequenza dopo sequenza, collaborando insieme al rumorista e al compositore delle musiche
ESERCENTE: figura che compare solo nel momento in cui il distributore cerca un canale di visibilità per il proprio film nelle sale cinematografiche
FONICO: gestisce l'audio (rumori, suoni, dialoghi) durante le scene di un film in presa diretta tenendo sotto controllo microfoni, mixer, registratori. Si può suddividere in fonico di presa diretta (registra l'audio sul set), fonico di doppiaggio (registra i dialoghi da sostituire agli originali), fonico di missaggio (mixa le registrazioni effettuate durante le riprese con gli eventuali suoni aggiunti in post-produzione e il doppiaggio)
FOTOGRAFO DI SCENA: scatta tutta una serie di immagini durante la lavorazione sul set al fine di documentare e pubblicizzare il film
HAIR STYLIST: si occupa in occordo col regista e il costumista di procurare e/o realizzare acconciature e parrucche
ISPETTORE DI PRODUZIONE: controlla che tutto si svolga come previsto
LOCATION MANAGER: seguendo le indicazioni del regista, del produttore e dello scenografo ricerca e trova le location, cioè i luoghi in cui si andrà a girare il film, e ne risolve tutti gli eventuali problemi logistici che potrebbero formarsi. Solitamente è legato alle Film Commission anche se negli anni sta divenendo sempre più una figura indipendente.
LOGGER: Compila un bollettino di edizione catalogando e descrivendo ciò che è stato girato per facilitare chi lavorerà alla post-produzione nel montaggio finale
MACCHINISTA: realizza o si procura strutture adatte alle riprese da fare con carrelli e apparecchiature di vario genere. Fa riferimento al CAPO MACCHINISTA
MICROFONISTA o BOOM OPERATOR: lavorando affianco del fonico gestisce il posizionamento del microfono durante le riprese a seconda di dov'è situata la macchina da presa (movimenti, inquadrature), la fonte di luce (per la questione ombre), gli attori (movimenti, fonte e intensità sonora) e la direzione del vento. Utilizza principalmente il boom, ma anche microfoni senza fili o microfoni supplementari
OPERATORE DI RIPRESA o CAMERAMAN: stando dietro la macchina da presa la utilizza a seconda degli accordi presi con il regista o con il DOP. In alcuni casi può capitare che queste ultime due figure siano loro stessi il cameraman, altre volte invece può capitare che ci siano più operatori a filmare una determinata scena. Al cameraman spetta anche il compito di scegliere il mezzo più consono quindi non solo videocamera ma anche steadycam, dolly, macchina a mano, ecc
PRODUTTORE: investe una determinata somma di denaro per poter realizzare un film le cui fasi vengono supervisionate dal produttore stesso che è in continuo contatto con il regista ed è presente spesso sul set durante la lavorazione. Se nel caso in cui il regista fosse anche produttore del progetto allora si parla di un film indipendente.
PRODUTTORE ESECUTIVO: si occupa della contabilità del progetto
PROIEZIONISTA: E' una figura fuori da ciò che concerne la realizzazione di un film ma è fondamentale per la proiezione in sala della pellicola
REGISTA: coordina tutte le maestranze che prendono parte alla lavorazione di un film. A seconda delle situazioni può prendere parte al progetto fin dalla pre-produzione oppure può seguire la post-produzione (partecipazioni non così scontate in tempi passati)
RUMORISTA: collaborando con il fonico e il compositore crea e registra gli effetti sonori di un film per la realizzazione finale della colonna sonora
RUNNER o TROVAROBE: reperisce gli oggetti necessari all'allestimento e all'arredamento di un set
SCENEGGIATORE: scrittore cinematografico che dopo lo sviluppo del soggetto di un film (idea) tramite l'utilizzo di una scaletta, di uno scalettone e del trattamento scrive la sceneggiatura (americana, italiana o francese)
SCENOGRAFO: in accordo con il regista e collaborando con l'attrezzista idealizza e allestisce i set delle varie scene. Non sviluppa solo un gusto estetico per la composizione ma ha competenze in vari ambiti tra cui architettura, computer grafica, disegno, pittura, ecc
SEGRETARIA DI EDIZIONE: segna con estrema attenzione ogni attività giornaliera relativa alle riprese del film (materiale che poi comparirà nel bollettino di edizione) per facilitare l'organizzazione in fase di ripresa e in post-produzione e per evitare errori che potrebbero avvenire con piccole distrazioni/dimenticanze da parte delle altre maestranze. Alcune annotazioni possono essere le sequenze sul ciak e i commenti del regista sulle singole riprese, oltre a far rispettare la continuità fotografica (trucco e costumi usati, posizione di oggetti e attori) e la narrazione della sceneggiatura o le eventuali modifiche. Usa il diario di lavorazione per scrivere i tempi di lavorazione e una macchina fotografica per impressionare ciò che viene girato evitando così gli errori di cui si parlava precedentemente
STUNTMAN o CONTROFIGURA: sostituisce un attore in specifiche scene ritenute pericolose
SUPERVISORE AGLI EFFETTI SPECIALI: capo del reparto degli effetti speciali in accordo con regista e produttore si occupa di coordinare i vari tecnici che prendono parte alla lavorazione di quegli effetti meccanici o riprodotti che avvengono durante le riprese di un film (robot, miniature, trucco, scenari, effetti pirotecnici e atmosferici)
SUPERVISORE AGLI EFFETTI VISIVI: capo del reparto degli effetti visivi in accordo con regista e produttore si occupa di coordinare i vari tecnici che prendono parte alla lavorazione di quegli effetti realizzati durante la post-produzione a computer con programmi specifici (CGI)
TECNICO LUCI: si occupa dell’installazione e del puntamento delle luci
TRUCCATORE: in accordo con il regista e il costumista trucca gli attori seguendo le diverse necessità delle scene. Il make-up artist può oltre a un trucco base specializzarsi negli FX, quindi tutte quelle applicazioni di cosmetici o maschere di lattice e simili per ricostruire parti anatomiche, bruciature, ematomi, deformazioni facciali, invecchiamenti, ecc )
VIDEO ASSISTANT: membro del gruppo che si occupa dell'operatività e della risoluzione di possibili problemi del video assist, sistema composto da monitor, registratori, cavi che permettono al regista e al DOP di vedere nel contempo le stesse immagini che vedono i cameraman.
di Eleonora da Manifesto0
Spesso mi accorgo che c’è un gran bisogno di fare chiarezza su quali siano le professioni del cinema. Lo so perché io in prima persona ho cercato per tanto tempo di chiarirmi le idee in merito e perché quando una persona ti chiede cosa fai nella vita non puoi fare altro che rispondere un generico “Faccio cinema” sapendo che se vai nello specifico la persona dall’altra parte non capirà mai. Perché dobbiamo tutti sapere cosa sia un idraulico, un muratore, un medico… e non cosa sia un direttore della fotografia, una segretaria di edizione, un ispettore di produzione, un macchinista…? Perché quando le persone apprezzano un film pensano che sia solo merito del regista non sapendo che dietro al film ci sono tantissime altre persone che in ogni dettaglio lo valorizzano e gli danno forma?
Forse perché il settore cinematografico è un campo per il quale c’è pochissima informazione (perlomeno in Italia) che viene spesso snobbato e sminuito.
Lo scopo di questo articolo è quello di diffondere il più possibile queste informazioni, di far conoscere alla gente i mestieri del cinema così come conosce i mestiere considerati “normali”. E soprattutto di chiarire le idee a chi studia cinema e a chi, come è capitato a me, cerca di avere un idea più chiara e più nitida di quelle che sono le singole professioni cinematografiche.
Nella lista non sono presenti esattamente tutte le professioni poiché sono veramente tante e ciò che conta per il momento è capire le principali. E ora:
Motore…partito… ciak… Azione!
Come anticipato alcune figure non sono presenti come ad esempio il location manager(ricerca ed individua le location adatte al film e si occupa di risolvere tutti i problemi logistici connessi), il colorista(esegue la color correction), il direttore del doppiaggio, ecc… Ma ora andiamo a capire quali sono le mansioni di alcuni ruoli cinematografici che necessitano una spiegazione per evitare confusioni. (Molti ruoli non li ho spiegati poiché mi sembravano ovvi, ma se per caso ho sbagliato nel valutare e qualcuno è interessato alla definizione di uno di questi ruoli basta che commentate e io farò il possibile )
Produttore : Colui che “mette” i soldi o che recupera i finanziamenti necessari alla realizzazione del film.
Produttore esecutivo : Responsabile della produzione sul set. Approva le spese e fa rispettare il budget.
Organizzatore : Ha le stesse competenze del produttore esecutivo. Esso fa il preventivo, gestisce e trova i collaboratori e il personale necessario per la produzione, compone la troupe.
Direttore di produzione : E’ il responsabile diretto dell’organizzazione produttiva. Agisce alle dipendenze del produttore esecutivo ed è collaboratore diretto dell’organizzatore.
Ispettore di produzione : Sorveglia la preparazione che si svolge fuori dal set e coordina le funzioni logistiche del set.
Segretaria di produzione : Si occupa dell’organizzazione generale della troupe, degli spostamenti e dei viaggi, del noleggio dei mezzi di trasporto, delle auto e i furgoni per il materiale, dei pasti per tutta la troupe e per gli attori.
Regista: Il regista è colui che ha in “mano” tutta la troupe, che prende le decisioni finali (sulle proposte dei reparti l’ultima parola spetta a lui), che dirige gli attori nella recitazione e nei movimenti, che “visualizza” il film e ne sceglie le inquadrature. E’ il vero “padre” del film.
Aiuto regista : E’ l’alter ego del regista. Colui che può sostituirlo qualora l’urgenza lo richiederebbe. Deve coordinare tutti i reparti e rappresenta quindi l’unione tra il regista e il resto della troupe.
Assistente alla regia : Fa da raccordo tra alcuni reparti. Collabora con l’ aiuto regista seguendone le direttive per i movimenti dei mezzi di scena e delle masse.
Segretaria di edizione : Ha il compito di curare la coerenza e la continuità delle riprese in modo che non vi siano incongruenze di qualunque tipo. Possiede il bollettino di edizione nel quale annota il numero dei ciak e i take buoni, segna i timecode, e qualunque cosa sia necessaria da ricordare.
Direttore della fotografia : E’ il responsabile dell’illuminazione e della ripresa di un prodotto audiovisivo. Esso narra il film con la luce, curandone le inquadrature.
Operatore Steadycam : E’ l’operatore che utilizza la steadycam (quest’ultima è un supporto per la macchina da presa dotato di sistemi di ammortizzazione che rende fluida la ripresa, ma di questo ne parlerò meglio nell’articolo sull’attrezzatura tecnica)
Assistente operatore : Durante la fase di ripresa esegue i cambi di fuoco necessari, controlla che tutti i parametri tecnici siano corretti e corrispondenti alle esigenze del direttore della fotografia.
Aiuto operatore : Aiuta l’assistente operatore. Si occupa della cura, della manutenzione e della pulizia della macchina da presa.
Video Assist : Si tratta dell’addetto al monitor di scena curandone il funzionamento , i collegamenti e la sua calibrazione.
Data manager : Deve scaricare i supporti di registrazione e allocare il girato con nomi e estensioni file previsti e concordati, deve fare le copie di back up, preparare i file per una preview, e consegnare alla post-produzione i file nei formati come da accordi presi in fase di pre-produzione.
Scenografo: E’ in grado di provvedere alla costruzione di ambienti scenografici curando la progettazione grafica e la realizzazione delle scene, in coerenza con il contesto storico, lo stile narrativo espressivo linguistico e la natura emozionale della storia.
Assistente scenografo : E’ l’alter ego dello scenografo con qualche responsabilità in meno.
Costumista : E’ in grado di provvedere all’ideazione e alla realizzazione di costumi e accessori in coerenza con il contesto storico e il tema proposto dal copione.
Macchinista: E’ in grado di ideare e realizzare soluzioni tecniche a supporto della regia, dei sistemi di ripresa e dell’illuminazione, mediante la costruzione e la messa in opera di strutture e attrezzature.
Montatore: E’ colui che monta il film, ovvero attraverso il software di montaggio costruisce le scene selezionando il materiale audiovisivo, combinandolo e tagliandolo dove necessario o dove l’intuizione artistica lo richiede. Al montaggio si riscrive il film nuovamente e descrivere questo mestiere con poche parole è veramente riduttivo. Farò un articolo che riguarda il montaggio approfondendo questo mestiere.
Assistente al montaggio e Aiuto montatore : Si occupano di tutta la “logistica” del materiale da montare, preparano il materiale necessario, ne verificano la precisione… rappresentano la “memoria” del montatore. Nella gerarchia cinematografica l’assistente montatore è più importante e l’aiuto montatore è un collaboratore dell’assistente.
Per il momento chiudo qui il discorso sui mestieri del cinema. Mi scuso se spesso ho dovuto usare spiegazioni molto banali e riduttive ma vi assicuro che ogni cosa avrà il suo approfondimento. L’importante è che per ora riusciamo ad avere un quadro generale di quelle che sono le professioni cinematografiche e perché no cominciare a specializzarsi in uno di questi mestieri.
articolo di vert1g0 da filmmakerblogitalia
Il direttore di produzione è una figura professionale trasversale a molti settori dell’area occupazionale dello spettacolo. Il suo raggio d’azione comprende infatti le produzioni cinematografiche, televisive (in studio o in esterna) o teatrali, la realizzazione di spot pubblicitari e l’organizzazione di grandi manifestazioni (i cosiddetti grandi eventi).
Il suo compito consiste nel predisporre l’organizzazione tecnica e logistica, nell’assicurare il regolare svolgimento della produzione (sia in fase di preparazione che di realizzazione), assicurando il rispetto dei tempi previsti dal piano di lavorazione e le prescrizioni contenute nel budget. Prima di entrare nel merito delle sue competenze, bisogna sottolineare un aspetto importantissimo che potrebbe sfuggire a un analisi poco attenta: il mondo della produzione è legata moltissimo al fattore umano di chi vi partecipa. I
l direttore di produzione ha il compito di seguire tutte le tappe della produzione. In fase di pre-produzione partecipa alla riunione di rogettazione esecutiva, in cui vengono definiti gli obiettivi da raggiungere e le risorse disponibili. Sono sotto la sua responsabilità gli aspetti tecnici, logistici e organizzativi della produzione. Una volta che ogni reparto ha individuato le proprie esigenze, il direttore di produzione elabora un piano di lavorazione in cui viene predisposto tutto il lavoro in funzione delle scadenze prefissate e dei vincoli imposti dal budget. L’obiettivo è quello di raggiungere il migliore risultato possibile minimizzando i costi, operazione alquanto difficile ma possibile ricercando la massima efficienza nella produzione ed evitando spese inutili e sprechi.
Nella fase della produzione il direttore della produzione assume il comando della struttura tecnica, coordinando le varie operazioni e assicurando il rispetto dei tempi previsti dal piano di lavorazione. Soprattutto nel cinema il suo ruolo risulta particolarmente impegnativo: è l’anello di congiunzione, il trait d’union fra il regista che si occupa della parte più propriamente artistica, il produttore che oltre alla distribuzione e la promozione del film cura tutti gli aspetti finanziari, e la parte tecnicologistica che da lui dipende. Nelle sue funzioni (soprattutto nelle produzioni più importanti) è assistito dagli ispettori di produzione, che si occupano per lo più dei compiti amministrativi (la richiesta delle autorizzazioni necessarie per esempio) o logistici (gestione delle comparse, reperimento di piccola manodopera in loco, etc).
In post-produzione , invece, il ruolo del direttore di produzione è più defilato e consiste nella verifica che il rimanente lavoro osservi i tempi previsti dal piano di lavorazione e nella redazione del consuntivo finale, che tiene conto degli scostamenti tra il budget di previsione e le spese effettivamente sostenute. L’organizzazione del lavoro nel cinema è molto diversa da quella della televisione. Nel primo caso il direttore di produzione riferisce direttamente al produttore o ad un suo emissario ed è il responsabile di tutta la arte tecnica, troupe inclusa. In televisione invece esiste una più rigida gerarchia e una ben precisa suddivisione dei ruoli. Il direttore di produzione non è infatti il capo della struttura operativa nella quale è inquadrato, ma è subordinato alle direttive dei dirigenti e dei funzionari che sono i suoi diretti superiori. Alle sue dipendenze ha invece tutti i vari tecnici di studio o di riprese esterne (gli assistenti alla regia, gli ispettori di studio, gli operatori di ripresa, ecc.), che dirige e coordina.
Nella realizzazione di un programma per la televisione esiste inoltre un forte rapporto dialettico con il produttore esecutivo di rete, che è il sovrintendente alla parte creativa ed artistica. È chiaro come non si tratta di ruoli a sé stanti, ma in continua relazione ai quali si richiede una costruttiva ed efficace collaborazione. Il luogo di lavoro del direttore di produzione varia a seconda del settore d’impiego. Nel cinema per esempio si lavora parecchio all’esterno nei luoghi dove vengono effettuate le riprese dei film; in televisione dipende dalla struttura di appartenenza. Se si fa parte della struttura riprese interne si lavora nello studio di registrazione, se si è invece inseriti nelle riprese esterne non si ha un luogo fisso e si segue negli spostamenti la troupe.Per la realizzazione dei grandi eventi” infine il direttore di produzione deve recarsi sul posto per verificare in prima persona che tutto proceda secondo programma. In ogni caso non va dimenticato che avendo questa figura professionale un ruolo non solo operativo ma anche manageriale, una parte del proprio tempo la trascorre in ufficio, soprattutto nella fase di preproduzione e nello svolgimento degli adempimenti amministrativi e burocratici.
Gli orari variano notevolmente a seconda se si lavora come libero professionista free lance o come lavoratore dipendente. Nel primo caso, come avviene il più delle volte nel cinema, gli orari sono molto flessibili. Durante la lavorazione di un film è essenziale rispettare i tempi previsti dal iano di produzione, bisogna essere quindi pronti a fare dei sacrifici e questo comporta certe volte delle rinunce temporanee anche sul piano della vita privata. Se invece si lavora in televisione, gli orari sono predeterminati, anche se possono variare nell’arco dell’intera giornata per esigenze di programmazione (ci possono essere turni mattutini, pomeridiani o notturni). In Rai, ad esempio, i turni di lavoro sono di 8 ore e 35 minuti per 5 giorni a settimana, con possibilità della sesta giornata lavorativa retribuita come straordinario. Nel cinema i direttori di produzione sono in genere liberi professionisti con regolare partita IVA e vengono assunti a prestazione dalla società che produce il film per il tempo della sua realizzazione. I compensi possono raggiungere diversi milioni a settimana ma ci si assume in prima persona il rischio di dover stare fermi per lunghi periodi dell’anno. In televisione invece il direttore di produzione è assunto con un regolare contratto a tempo indeterminato.
Lo stipendio annuo lordo compresi gli straordinari parte dai 65 milioni e può arrivare agli 80. I requisiti della figura professionale del direttore di produzione sono prevalentemente di tipo tecnico e manageriale. Sono indispensabili infatti grandi capacità organizzative e relazionali, di gestione dei conflitti interpersonali e di mediazione, di risoluzione di problemi strutturati e complessi. In una professione che svolge un ruolo di interfaccia dialettica tra la parte artistica, tecnica e finanziaria della produzione e nella quale non è certamente semplice parlare lo stesso linguaggio o trovare un punto di accordo tra i diversi interlocutori con cui si interagisce, l’abilità di comunicare e l’attitudine al problem solving rappresentano dei requisiti indispensabili. Interpretare i desideri del regista significa per esempio condividerne l’obiettivo: il regista può avere delle trovate geniali ma non sempre da solo è in grado di realizzarle concretamente, il direttore di produzione è appunto colui che facilita questo compito e le rende possibili.
Il profilo professionale del direttore di produzione non richiede attitudini artistiche, anche se è importantissima la conoscenza in prima persona dell’area occupazionale dello spettacolo e delle sue problematiche. Deve possedere il carisma e la leadership necessaria per essere ascoltato e rispettato dal proprio gruppo di lavoro e deve riuscire a motivare in tutti modi i tecnici alle proprie dipendenze. Infine per chi lavora nel mondo del cinema è indispensabile essere molto tenaci e appassionati del proprio lavoro. Il cinema purtroppo non è solo fatto di luci sfavillanti ma riserva anche qualche amara sorpresa. Non è per nulla semplice lavorarvi e se si ha la fortuna di poterlo fare il rischio che si corre è quello di dover stare fermi per parecchio tempo prima di avere una nuova chance. Per diventare direttore di produzione non esistono dei percorsi formativi ben definiti, molto spesso si inizia a fare questo lavoro attraverso dei rapporti informali piuttosto che da una rigida elezione esterna. L’unica scuola che esiste in Italia per la formazione di questa professione è l’Istituto di Stato per il Cinema e la Televisione Roberto Rossellini, che ha al suo interno una sezione appositamente dedicata.Soprattutto nel cinema fare questo mestiere è davvero difficile, la scelta del di rettore di produzione avviene molto spesso per cooptazione, vale a dire all’interno della cerchia di persone che sono entrati nel mondo del cinema dal di dentro, attraverso canali amicali, perché figli, nipoti, intimi conoscenti di qualcuno che già lo faceva.In televisione invece i canali di accesso a questa professione ed i relativi percorsi formativi sono completamente diversi. Si diventa (non si nasce) direttori di produzione partendo dal basso, iniziando la propria carriera con un’esperienza di tecnico o di operatore (alla Rai è sufficiente un diploma di perito tecnico elettronico e il superamento di un concorso). I tecnici più bravi e più esperti (occorrono almeno 8 - 10 anni di esperienza) vengono elezionati per un’ulteriore formazione che avviene direttamente sul campo di lavoro attraverso la pratica diretta della professione (learning by doing).
La figura professionale del direttore di produzione risente nel cinema dell’andamento della produzione nazionale. Negli anni passati molte persone hanno dovuto abbandonare questa professione per la scarsità di opportunità offerte e per la mancanza di un quadro lavorativo stabile. Oggi per fortuna dopo un periodo di stasi il cinema italiano sta ritornando su livelli discreti e il contemporaneo boom della fiction permette di essere moderatamente ottimisti per le prospettive occupazionali future. Nel piccolo schermo invece l’andamento occupazionale è stato e continua ad essere senz’altro più convincente. Il costante aumento dell’offerta televisiva (via cavo, satellitare, canali digitali monotematici) è una garanzia di sviluppo per i prossimi anni. Quella del direttore di produzione è una figura in forte espansione, come del resto tutte le altre professionalità di tipo tecnico (registi, assistenti alla regia, specializzati di ripresa, operatori e tecnici). Anche la pubblicità è un altro settore in forte ascesa, è ben pagata ed è tuttora in costante aumento. Resta infine da segnalare la tendenza a realizzare con sempre maggiore frequenza dei grandi eventi, grosse produzioni di vario genere (concerti, sfilate di moda, serate di beneficenza, eventi sportivi e mondani) che coinvolgono ormai non solo i mass media tradizionali (radio, televisione, riviste e giornali) ma anche quelli di più recente diffusione, Internet su tutti.
Nelle riprese esterne leggere (inchieste, reportage, piccole fiction) in cui vengono impiegate al più 8-10 persone, il ruolo del direttore di produzione viene svolto dall’organizzatore. A differenza del direttore di produzione la figura professionale dell’organizzatore non ha un background di tipo tecnico, ma proviene di solito dall’ambiente degli ispettori di studio (rappresentano il braccio operativo del regista, sono quelli che fanno rispettare le sue indicazioni come, ad esempio, chiamare gli applausi alla claque o far rispettare i tempi di una trasmissione). Gli organizzatori possono inoltre coadiuvare i direttori di produzione nella direzione dei grandi eventi la ripartizione dei compiti è simile a quella che nel cinema esiste tra direttore di produzione e ispettore di produzione.
La figura professionale del direttore di produzione appartiene alla categoria 2.5.6.1 Registi, direttori artistici, attori della classificazione delle professioni ISTAT (1991).
Corsi di formazione:Istituto di Stato per il Cinema e la Televisione Roberto RosselliniVia della Vasca Navale 58 00146 Roma, Tel. 065582741CPTV (Centro di produzione TV RAI)Largo Villy De LucaSaxa Rubra 00188 Roma, Tel 063878Associazioni:ANICA (Ass. Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediali)Viale Regina Margherita 286 00198 Roma, Tel 0644231480
Siti Web: www.cinecitta.it www.anica.it www.rai.it
di: Eleonora Cimenti
Avevamo già scritto su: come diventare regista. Le basi sono le stesse, il mestiere di regista non è cambiato. Anzi. I veri, grandi Registi sono, purtroppo, quelli del passato... non ne vediamo, oggi, di nuovi altrettanto validi. Ma speriamo che tra i nostri lettori si nascondi un nuovo astro nascente! Il primo consiglio, spassionato, che possiamo dare a chi vuole intraprendere questa strada senza spendere un euro, è quello di leggere i numerosi articoli che si trovano nel nostro sito.
E' il responsabile del reparto montaggio, dove, con un sapiente lavoro di cesello, ed in stretta collaborazione con il regista, trasforma in un film completo tutti gli spezzoni registrati senza ordine logico sul set. E' un lavoro molto importante, perchè deve coordinare, mettere assieme, collegare le varie scene l'una all'altra in modo che rispecchino la sequenzialità voluta dal regista e da lui interpretata e realizzata in modo artistico. Deve sapere bene quali siano i risultati a cui arrivare, per poter applicare tutte le tecniche che diano al film l'idea del racconto ed il ritmo adeguato; ne vediamo un esempio in Apocalypse now- Redux.
Lo Scenografo è la persona che cura la scenografia ovvero l'ambientazione della storia, che è uno dei fulcri basilari nella realizzazione di un film. E' un ruolo fondamentale nella produzione. La sua creatività deve saper vedere, anzi, prevedere ciò che sarà ripreso dalle inquadrature della telecamera. E' l'artigiano che, lavorando in funzione della sceneggiatura del film, e per essere in conformità con i costumi e la fotografia, decide, in stretta collaborazione del regista, come dovranno essere costruite o modificate le locations, cosa inserirci: decide i toni dei colori, la struttura e la forma degli ambienti previsti; da il suo stile, un tocco personale, armonico e caratterizzante dei luoghi in cui si gira il film. La scenografia deve valorizzare l'opera nel suo complesso. Deve poter ricostruire luoghi ormai non più esistenti, od immaginari, sia esterni che interni. Deve realizzare disegni, progetti e modelli in scala prima, plastici e fondali dopo. Presentato ed approvato un bozzetto, è aiutato da un "trovarobe" che è preposto a trovare e scovare tutti gli oggetti che servono nella scenografia.
Oggi l'apporto della tecnica digitale computerizzata, avendone una profonda conoscenza sia teorica che pratica, aiuta molto nello sviluppo delle scenografie riducendo i tempi di realizzazione dei bozzetti, ed i loro costi. Dal progetto iniziale, dalla prima idea e dalla prima immagine pensata, si procede per cambiamenti successivi, ed ogni volta velocemente si vede la nuova location, la nuova impostazione, facile da modificare e confrontare con un progetto diverso. Tale potenzialità potrebbe essere presa come facilità nella esecuzione di una scenografia, ma ricordiamoci che un artista è tale non per i mezzi che usa, ma per le sue idee, per le immagini che crea, per la diversa impostazione che sa suggerire... il computer può solo aiutarlo tecnologicamente, velocemente, aiutandolo solo dal punto della realizzazione pratica.
Per inserirsi in questo mondo nel ruolo di scenografo (come in qualunque altra disciplina), è opportuno frequentare una scuola e, contemporaneamente, iniziare a far pratica, senza pensare, almeno agli inizi, al guadagno ma all'esperienza.
E' colui a cui spetta creare l'atmosfera di tutte le scene di un film, sia negli interni che all'esterno. In stretta collaborazione con il regista, attraverso l'uso sapiente della giusta esposizione dell'illuminazione, della disposizione delle luci e nella scelta della pellicola da usare, riesce a ricreare nella location un clima, una suggestione, un'atmosfera consona al tipo di film girato, drammatico, brillante od orror.
Il regista è l'artefice, il creatore del film. Suo compito è quello di seguire la crescita, l'evoluzione della sceneggiatura, interpretarla, dare corpo alle parole scritte, far vivere e rendere reale sullo schermo cinematografico o sul piccolo schermo televisivo ciò che reale non è. Il regista prende una sceneggiatura, la rilegge e la realizza con le sue idee, la sua cultura, il suo senso critico, con la sua verve creativa e poetica.
Procede quindi ad una strutturazione ed impostazione delle sceneggiatura completa dei dialoghi, dei movimenti e dei sentimenti di ogni personaggio in scena e di tutti gli elementi del linguaggio cinematografici: dalle inquadrature, ai movimenti che deve fare la macchina, panoramiche, carrellate, zoommate, ... a come passare da una inquadratura ed una scena all'altra.
Deve gestire ed amalgamare il lavoro di tutti i tecnici che ruotano attorno al film. Ha un ruolo molto importante: deve saper vedere e prevedere, ha il film tutto in testa, completo, con ogni inquadratura già definita, con le impostazioni da dare agli attori, con le musiche e le luci adatte per le varie scene. Certo, prima di girare, si è già riunito molte volte con tutti i suoi collaboratori ed attori ed assieme a loro ha impostato il lavoro. Ma non è semplice gestire situazioni così complesse ed un team di persone così ampio. Deve ottimizzare ogni risorsa a sua disposizione per darne conto al produttore ( o a se stesso, se è un filmaker)
Ognuno sa cosa deve fare. Il regista deve raccordare e coordinare il lavoro di tutti e raccoglierne i frutti. Il film gli appartiene, un film si ricorda assieme al nome del suo regista. Proprio perchè ha saputo creare un'opera secondo le sue scelte e decisioni.
(backstage del corto GET READY di Alex Villamira)
L'Autore è chi ha l'idea della storia, e che normalmente contribuisce alla sua evoluzione come sceneggiatore, molto spesso assieme ad altre persone. La sceneggiatura può essere l'adattamento di un'opera letteraria esistente o la creazione, l'ampliamento di una nuova idea.
Nella molteplicità delle idee collegate alla principale, bisogna, con metodi e tecniche ormai ben collaudate, ordinarle nella mente ed iniziare a scriverle. Quindi da un tema generale si passa alla sinossi.
La storia si incomincia a delineare, bisogna strutturarla, capire come attirare l'attenzione del pubblico, trovare (scusate il bisticcio di parole) una "trovata" che sia il perno di tutto il filmato. Si delinea la sua struttura, si costruiscono eventuali intrecci collaterali (naturalmente tutto in base alla tempificazione che si vuole anche dare al nostro filmato). Si inizia a dare una struttura alle scene principali.
Poi ci si addentra nello studio dei personaggi principali, dell'ambientazione. Si costruisce la struttura portante del film. Si sviluppa sempre più la figura del personaggio principale e del suo antagonista. Si creano i personaggi secondari secondo le necessità. Si delineano le ambientazioni sociali e culturali in cui vive il nostro eroe. Quindi da un primo tempo in cui si presenta la realtà attuale, si passa alle motivazioni di un conflitto scatenante che serve a dare tono ed evoluzione al film, fino ad arrivare alla risoluzione determinante e vincente.
Abbiamo così creato un copione, l'idea è diventata una sceneggiatura completa, lo strumento di lavoro per tutti quelli che lavorano nei vari reparti del set e della post-produzione.
Ma la sua opera non finisce qui. Durante le riprese deve restare a stretto contatto con il regista perchè possono sorgere necessità di variazioni e adattamenti: deve allora continuare a creare qualcosa di nuovo, che sia in linea con tutto il resto della sceneggiatura. Non solo per piccoli problemi, ma se un attore non fosse più disponibile nella realizzazione del resto del film, deve creare una motivazione all'assenza del personaggio ed allo stesso tempo trovare un'idea scenica per far proseguire la lavorazione.
L'Autore è chi ha l'idea della storia, e che normalmente contribuisce alla sua evoluzione come sceneggiatore, molto spesso assieme ad altre persone.
Nella molteplicità delle idee collegate alla principale, bisogna, con metodi e tecniche ormai ben collaudate, ordinarle nella mente ed iniziare a scriverle. Quindi da un'idea generale si passa alla sinossi.
La storia si incomincia a delineare, bisogna strutturarla, capire come attirare l'attenzione del pubblico, trovare (scusate il bisticcio di parole) una "trovata" che sia il perno di tutto il filmato. Si delinea la sua struttura, si costruiscono eventuali intrecci collaterali (naturalmente tutto in base alla tempificazione che si vuole anche dare al nostro filmato). Si inizia a dare una struttura alle scene principali.
Poi ci si addentra nello studio dei personaggi principali, dell'ambientazione. Si costruisce la struttura portante del film. Si sviluppa sempre più la figura del personaggio principale e del suo antagonista. Si creano i personaggi secondari secondo le necessità. Si delineano le ambientazioni sociali e culturali in cui vive il nostro eroe. Quindi da una prima parte in cui si presenta la realtà attuale, si passa alle motivazioni di un conflitto scatenante che serve a dare tono ed evoluzione al film, fino ad arrivare alla risoluzione determinante e vincente.
Abbiamo così creato un copione, l'idea è diventata una sceneggiatura completa, lo strumento di lavoro per tutti quelli che lavorano nei vari reparti del set e della post-produzione.
Dice Elisabetta Manfucci nel suo blog: "Mi capita spesso di incontrare persone che mi domandano: come faccio a fare il lavoro che fai tu? Soggettisti non si nasce, ci si diventa con un duro allenamento. Un esercizio costante che porta a sbobinare decine e decine di telefilm, di film, a visionare pellicole...a riflettere, a ruminare. E' un lavoro che nasce dalla passione per le immagini e dall'organizzarle in un tutto coerente. Ho conosciuto molti soggettisti negli ultimi anni. Ci sono delle caratteristiche che li accomunano. Anzitutto:la passione per le storie. Se devo dire chi è un soggettista lo faccio con una immagine: un menestrello. Corrisponde un pò ai menestrelli che andavano di corte in corte a raccontare storie alla gente ricca. Loro frequentavano molto i bassifondi, là dove la cultura orale è ricca e viva di storie, anche scandalose e pornografiche. Il soggettista funziona allo stesso modo. Ha il gusto per la ricetta completa...non gli basta godere di un particolare: vuole che ci sia proprio tutto, dall'antipasto al dessert. Ogni pietanza deve essere al posto giusto."