♥ Tutto il Resto
La fotografia di viaggio è un ponte tra arte e scoperta, un’opportunità per vivere luoghi e culture in modo autentico. Con i workshop Leica Akademie Italy, avrai l'occasione di affinare la tua tecnica sotto la guida di grandi maestri, immergendoti in scenari straordinari e tradizioni senza tempo.
Di seguito una panoramica completa sulle voci di costo comunemente classificate come “Sopra la linea” (Above the Line) e “Sotto la linea” (Below the Line) in un budget cinematografico. Queste due categorie consentono di distinguere le spese principali legate agli aspetti “creativi e di dirigenza” (Sopra la linea) dalle spese pratiche e operative della produzione (Sotto la linea).
A 31 anni, quando ero ancora abbastanza giovane per continuare a rincorrere sogni e quando ero già abbastanza grande da stupirmi ogni volta che ne vedevo uno realizzarsi, la mia vitalità, il mio brio e la mia voglia di vivere sono stati terribilmente bloccati da un bruttissimo incidente automobilistico...
Leggi tutto: Chi vuole dalla autobiografia “Gli occhi addosso” produrre un film?
"Se ne stanno andando i più grandi", mi ha detto, "quelli capaci di reggere le grandi opere nei teatri imponenti. E non vedo un vero ricambio all'orizzonte". Le ho risposto che ci sono ancora tanti della vecchia guardia e anche molti giovani talentuosi, ma lei ha scosso la testa. "Mai come loro". In quel momento ho sentito anch'io un senso di vuoto. Ho riflettuto su quanto sia cambiato il nostro mondo artistico, su come il cinema, a differenza del teatro, abbia trovato un ricambio – forse superficiale io nel vedere questo, forse veloce. Ma chi è oggi la nuova Anna Magnani? Chi un nuovo Mastroianni? E in televisione, chi è un Corrado?
Leggi tutto: Se ne stanno andando i più grandi del Cinema, Teatro, Televisione
Come fai a sapere se un concorso di sceneggiatura, un festival cinematografico, una competizione o una borsa di studio è legittimo, una trappola, una truffa o qualcosa di intermedio? Questa è una domanda comune che riceviamo dai nuovi scrittori. Con centinaia di concorsi in circolazione, saresti sorpreso di sapere che la maggior parte di essi non sono le truffe che gli sceneggiatori cinici li dipingono: la maggior parte di essi sono solo perdite di tempo. Un concorso probabilmente non è una trappola completa se il suo sito Web elenca le risposte ad almeno queste 3 domande:
Leggi tutto: Una semplice guida per individuare le trappole nei concorsi di sceneggiatura
Se i produttori dovessero restringere il campo degli elementi specifici di una sceneggiatura per convincerli a dare una possibilità a uno sceneggiatore e alla sua sceneggiatura, quali sarebbero? Il prolifico produttore cinematografico Mark Heidelberger ha risposto proprio a questa domanda. L'ha ridotta a tre cose che più lo attraggono in un progetto e nel suo sceneggiatore. Qui prendiamo le sue tre risposte e ne elaboriamo il ragionamento.
Leggi tutto: Tre cose che i produttori vogliono in una Sceneggiatura
La Cappella Sistina costituisce un documento fondamentale dell'arte dell'Umanesimo e del Rinascimento per la decorazione pittorica pensata da subito contestualmente alla sua architettura ad opera dei più grandi pittori del tempo. Questo primo incontro ne descriverà la realizzazione mentre un secondo sarà dedicato al suo restauro del secolo scorso.
Leggi tutto: Incontro: La Cappella Sistina - l'edificio e la decorazione
Scrivere una recensione di un film è un esercizio di critica cinematografica che richiede non solo un buon occhio per i dettagli, ma anche la capacità di analizzare e valutare il lavoro complessivo. Una recensione ben fatta può guidare il pubblico, influenzare le opinioni e persino elevare la comprensione di un film. In questo articolo, esploreremo le principali regole e daremo qualche consiglio per scrivere una recensione di un film, includendo quali informazioni bisogna inserire e come scrivere una bella analisi critica.
Leggi tutto: Come scrivere la Recensione di un film od un cortometraggio
"Il regista è il regista: tutto deve passare per le sue mani e sta a lui dire sì o no, e suggerire miglioramenti. Questo è un vero regista. (...) Viene un momento in cui si deve gridare, picchiare il pugno sul tavolo e dire: «Silenzio! È così che si farà, e sarò io che me ne occuperò". Ridley Scott
Leggi tutto: Citazioni e aforismi sulla regia e sul cinema pronunciate da famosi registi
Il cinema No Wave è un movimento cinematografico underground che ha avuto origine a New York alla fine degli anni '70 e nei primi anni '80. Questo movimento si è sviluppato parallelamente alla musica No Wave e all'arte contemporanea, condividendo con queste un'etica DIY (Do It Yourself, ovvero "fai da te") e una forte inclinazione per l'avanguardia.
Il colosso dello streaming Netflix si trova al centro di una polemica per il presunto utilizzo di immagini generate o manipolate dall’intelligenza artificiale nel documentario “What Jennifer Did: il caso Jennifer Pan“. Il film narra la tragica vicenda di Jennifer Pan, condannata all’ergastolo per aver orchestrato l’omicidio dei suoi genitori in Canada nel 2010.
Leggi tutto: Netflix nella bufera: ha usato l'AI in un suo documentario
Gli sceneggiatori principianti spesso rimangono scioccati nel sentire quanto sia competitivo il campo e quanto sia difficile entrare. Se solo gli scrittori con le migliori capacità, abilità, talento artistico e idee sono in grado di vendere il loro materiale o essere assunti, come si concilia questo con il fatto che ci sia così tanta "schifezza" prodotta da Hollywood? È una domanda comune e ragionevole, basata sulla fusione di due eventi molto diversi che possono accadere nel settore dell'intrattenimento. Il primo è un nuovo scrittore che viene notato e in qualche modo va avanti nella sua carriera. Il secondo è un film che riceve il via libera. Queste due cose accadono separatamente l’una dall’altra e si basano su fattori completamente diversi.
La Lanterna Magica è un club di cinema per bambini dai 6 ai 12 anni. Il suo obiettivo è quello di far conoscere ai più giovani il piacere incomparabile di scoprire il cinema… al cinema! Una volta al mese durante l’anno scolastico, i soci del club sono invitati ad andare a scoprire al cinema un film di qualità, adatto alla loro età. Senza i genitori, ma affidati a adulti che se ne assumono la responsabilità, i bambini prendono confidenza con le emozioni del cinema, che coincidono con le emozioni della vita: il riso, il sogno e giusto quel tanto che basta di un po’ di paura e di tristezza. I piccoli soci fanno così non solo l’esperienza indimenticabile di condividere questi momenti importanti con i compagni della loro età, ma anche di imparare a leggere le immagini, grazie ad uno spettacolo didattico che precede il film e che ne mette in evidenza una o molteplici particolarità e qualità. Tramite il suo concetto unico, La Lanterna Magica permette di far scoprire il cinema in quanto arte, e di rendere i bambini attenti alle differenti componenti che ne fanno parte: musica, teatro e letteratura.
La Lanterne Magique
Rue des Terreaux 7, 4e étage, Neuchâtel, Neuchâtel 2000, CH
Renato De Carmine, attore italiano nato il 25 gennaio 1923 e scomparso il 18 luglio 2010, ha avuto una lunga e variegata carriera nel mondo del cinema, del teatro e della televisione. Sebbene abbia dedicato gran parte della sua vita alla recitazione teatrale, De Carmine ha anche recitato in 34 film, alcuni di rilievo.
Leggi tutto: Film interpretati dall'attore Renato De Carmine
In Italia, la sicurezza negli ambienti di lavoro, compresi quelli cinematografici, è regolata da un insieme complesso di normative. Le disposizioni principali per la sicurezza sul lavoro sono dettate dal Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81, noto come "Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro" (TUSL), e successive modifiche e integrazioni. Questo decreto stabilisce i diritti, i doveri e le responsabilità di datori di lavoro, lavoratori, e altri soggetti coinvolti, per garantire la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.
Leggi tutto: Norme e disposizioni sulla sicurezza dell'ambiente di lavoro
"Io chiedo al film che sto guardando sia la gioia di fare del cinema, sia l'angoscia di fare del cinema e mi disinteresso di tutto ciò che sta tra le due cose, vale a dire di tutti i film che non vibrano" (Francois Truffaut, 1975)
"Mi piace prendere il pubblico alla sprovvista" (Brian De Palma)
"Il cinema è lo strumento migliore per esprimere il mondo dei sogni, delle emozioni, dell'istinto, l'incursione attraverso la notte dell'inconscio: le immagini, come nel sogno, compaiono e scompaiono fra dissolvenze e oscuramenti; il tempo e lo spazio si fanno flessibili, si contraggono e si dilatano a volontà, l'ordine cronologico e i valori relativi della durata non corrispondono più alla realtà." ( Luis Buñuel)
"Non giro mai un quadro di vita vissuta perché quello la gente può benissimo trovarlo a casa sua o in strada e persino davanti all'ingresso del cinema. Non c'è bisogno di pagare il biglietto per vedere una "fetta" di vita vissuta." (Alfred Hitchcock)
"Io non racconto mai nulla, non ho messaggi da comunicare. Tutto quello che faccio è costituito dall'immettere nei film sentimenti e visioni che ho ed utilizzo la tecnica per permettere al pubblico di scoprirli, di comprenderli." (Robert Altman)
"Aottare uno stile particolare, fuori delle necessità del soggetto, è il difetto per eccellenza. Non ho mai veramente saputo che cosa sia lo stile... La forma di un film si presenta al mio spirito nello stesso tempo che l'idea del film" (Francois Truffaut, 1967)
"Credo che, se uno decide di filmare un sogno, e si dice: "Voglio rappresentare un sogno, voglio crearlo con la cinepresa e tutti gli altri mezzi tecnici disponibili ", non ci riuscirà mai. Ma se invece, racconta semplicemente la sua storia, questa può rivelarsi un sogno meraviglioso." (Ingmar Bergman)
"Io voglio affrontare tutto, tutto. Con passione ... Perché bisogna sempre bruciare di passione, quando s'affronta qualcosa." (Luchino Visconti)
"Con tutta onestà debbo dire che io mi ricordo molto vagamente di questi tre film; so di averli fatti, certo; però, se dovessi ricostruirli, dire come cominciano, come si svolgono, come finiscono, non sarei in grado di farlo, perché ho sempre avuto la tendenza a liberarmi di tutto quello che avevo fatto" ( Roberto Rossellini)
"Quando scatta in me l'idea di un nuovo film ne vengo totalmente assorbito e vivo maniacalmente per quell'idea. Mangio e penso al film, cammino e penso al film, vado al cinema e non vedo il film ma vedo il mio ..." (Sergio Leone)
"In ogni cosa che facciamo c'è sempre un grano di qualche altra che l'ha preceduta e le suggestioni possono arrivarci, senza che ce ne accorgiamo, da mille direzioni e da grandi lontananze." ( Luchino Visconti)
"I film altrui sono pieni di cose belle che dovrebbero essere reinventate daccapo. E daccapo e daccapo. Le cose belle andrebbero trovate nel prezioso stato d'animo della prima volta, e le immagini scoperte, non citate. Tutto è già stato fatto, dici? No, non è questo il problema. Il guaio è che tutto è stato visto. I registi vedono troppi film. Sicuro, tutto è già stato fatto, ma è più sano non saperlo. Diavolo, era già stato fatto tutto quando ho cominciato io" (Orson Welles)
Osservare non vuol dire indagare ne' giudicare; vuol dire semplicemente amare. E' lo stato d'animo piu' elevato, il più desiderabile: e' amore senza cupidigia. (Hermann Hesse)
Abbiamo VINTO una prima battaglia di CHIAREZZA con la S.I.A.E.
Chi proietta cortometraggi, per una Manifestazione od un Concorso,
in base alle disposizioni previste nella circolare interna SIAE n° 800 del 20/12/2005,
deve pagare l'importo di circa 25 € più tasse per ogni spettacolo cinematografico,
e non, come capitava in varie agenzie, l'importo di 25 € per ogni corto proiettato!!!
L'importo si riferisce a sale con meno di 100 posti e per proiezione gratuita.
Avendo avuto richieste di chiarimenti da parte di varie associazioni culturali che si sono viste chiedere da parte di alcune agenzie della SIAE degli importi molto alti per la proiezione di alcuni cortometraggi nelle loro manifestazioni, abbiamo voluto vederci chiaro.
Anche a noi, da una agenzia, è stato chiesto e pagato un importo 10 volte superiore al dovuto....
Non ci sembrava "culturalmente" corretto pagare circa 25 euro per la proiezione di un solo corto di durata di 30 secondi o di una manciata di minuti.... con l'importo moltiplicato per il numero dei corti in visione... In ogni caso, sia il Filmaker di un singolo cortometraggio, sia l'associazione culturale che organizza una proiezione anche con 5, 10 o 30 cortometraggi, non lo fa certamente per "arricchirsi". Anzi, la maggior parte delle volte, se non è sostenuti finanziariamente dalle istituzioni o da sponsor, ci si rimette di tasca propria!
Abbiamo contattato la direzione generale SIAE, e dopo aver parlato con molti impiegati, abbiamo trovato la persona giusta che ci ha fornito la soluzione del problema.
Naturalmente adesso, tutti noi Filmaker, dobbiamo pretendere, dalle associazioni culturali e dai privati che organizzano queste manifestazioni od eventi, il pagamento della quota dovuta alla SIAE.
RIENTRIAMO TUTTI NELLA LEGALITA'
PAGARE POCO MA PAGARE TUTTI
Ribadiamo che, per una proiezione gratuita in una sala con meno di 100 posti, proiezione effettuata per "un evento" o per "una premiazione" di un concorso, l'importo da pagare dagli organizzatori è di 25 euro più circa un paio di euro di diritti.
Nel caso che da una agenzia SIAE vi venisse richiesto un importo superiore, fate loro presente la disposizione prevista dalla Circolare interna SIAE n° 800 del 20 dicembre 2005 che stabilisce, per le sale con meno di 100 posti e con proiezione gratuita, l'importo di circa 25 € più tasse varie ad evento giornaliero, ovvero, come dicono in SIAE, a svuotamento della sala.
Qui sotto l'immagine di quanto la nostra associazione ha versato alla SIAE, tramite l'agenzia territoriale, per i 12 giorni di proiezione per l'evento MARATONA di CORTOMETRAGGI 2023 al Cine-Teatro "Della Forma" a Roma
Cinema
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Voglio organizzare una proiezione pubblica in un locale preso in affitto: a chi mi devo rivolgere per avere le autorizzazioni?
Per le proiezioni cinematografiche pubbliche, la SIAE non svolge attività di intermediazione per conto dei titolari dei diritti – che quindi li gestiscono direttamente – salvo il caso degli aventi diritto delle colonne sonore dei film.
L’organizzatore di spettacoli cinematografici, quindi, deve rivolgersi alla struttura SIAE competente per territorio (Sede, Filiale, Agenzia) per ottenere il permesso/certificato (mod. 116/c) per l’utilizzo del repertorio musicale tutelato e per versare il diritto d’autore relativo alla colonna sonora del film.
- E se invece di una pellicola cinematografica voglio utilizzare per la proiezione pubblica una cassetta VHS o un DVD?
Non è consentita la pubblica esecuzione di videocassette e DVD che riproducono opere cinematografiche in commercio destinate alla vendita o al noleggio per uso privato, come indicato nei titoli di testa. Quindi, chi organizza spettacoli pubblici per mezzo di una videoproiezione, deve ottenere il consenso del titolare del diritto di riproduzione e di messa in commercio dell’opera. Deve inoltre utilizzare appositi supporti e regolare – se richiesto – il relativo canone di noleggio. La SIAE – nel rilasciare il permesso/certificato (mod. 116/c) per la regolarizzazione del diritto d’autore sulla colonna sonora inserita nell’opera – non risponde, pertanto, dell’uso illecito di quei supporti.
- Se per la proiezione pubblica voglio utilizzare dei biglietti d’ingresso a pagamento, da chi me li devo far fornire?
Bisogna rivolgersi all’Ufficio periferico della SIAE (Sede, Filiale, Agenzia) competente per il luogo in cui deve avvenire la proiezione pubblica.
- Se voglio utilizzare un brano cinematografico per uno spot pubblicitario, a chi mi devo rivolgere?
La richiesta va rivolta al titolare dei diritti di sfruttamento dell’opera (Produttore o suoi aventi causa). L’utilizzo a fini pubblicitari di un brano o di parti dell’opera può coinvolgere anche i coautori per quanto riguarda la tutela del diritto morale, o per una riserva contrattuale espressamente indicata.
- Se voglio inserire un brano cinematografico sul mio sito Internet a chi devo richiedere le autorizzazioni?
Qualunque utilizzazione di un’opera cinematografica (o assimilata) su rete telematica deve essere autorizzata dal titolare del diritto che, generalmente, è il Produttore o chi, in base a contratto, ha acquisito da lui i diritti.
- E se voglio utilizzare un brano cinematografico su un CD-ROM di genere vario?
Anche in questo caso l’autorizzazione all’utilizzazione di un brano di opere cinematografica (o assimilata) su CD-ROM (e in generale su supporti off-line come videocassette, DVD, ecc.) va richiesta al Produttore o a chi ha acquisito da lui i diritti in base a un contratto.
- Voglio produrre una fiction (o un film) e voglio citare vari brani di film preesistenti: come mi devo comportare?
Per utilizzare parti di opere cinematografiche o assimilate bisogna ottenere l’autorizzazione da parte di chi, persona fisica o giuridica, ne detiene i diritti di utilizzazione economica. In genere il titolare dei diritti di utilizzazione economica è il Produttore o chi ha acquisito da lui i diritti in base a un contratto.
(dal sito della S.I.A.E.)
Riceviamo e pubblichiamo:
Cultura, formazione, scuola, università sono alcuni dei temi sui quali i partiti della coalizione al governo hanno chiesto il voto dei cittadini, proponendosi con identità e sensibilità diverse da quelle della maggioranza precedente. Troppo presto, nell’affollarsi di questioni considerate prioritarie, quel tratto distintivo si è affievolito, e con esso il segnale di speranza che offriva a molti. Anche se il quadro generale rischia dunque di evocare le illusioni perdute, e anche se il nostro appello per una soluzione di qualità alla direzione di Rai Cinema - firmato da più di duecento autori di cinema e di televisione - è rimasto tuttora inascoltato, noi non intendiamo rassegnarci né rinunciamo a far sentire la nostra voce.Con il nostro lavoro di cineasti abbiamo suscitato emozioni e sollevato domande, abbiamo raccontato il paese quale è, e quale potrebbe essere. Per continuare a farlo abbiamo bisogno che la politica risponda alla sua missione più alta: garantire la liberazione di energie e potenzialità.Sembra un sogno, e invece è una cosa semplice: alla politica chiediamo regole certe ed eque che promuovano la realizzazione di tutti quei film che oggi sembrano impossibili, regole che favoriscano la libertà di espressione, la molteplicità degli sguardi e la personalità dei punti di vista come un patrimonio necessario alla vita delle persone.Al governo e al parlamento chiediamo solo una buona legge, una legge che liberi le capacità e le competenze che il nostro mondo è in grado di manifestare.E a chiederla, ad esigerla, non sono solo gli autori, ma l’insieme delle professioni e dei talenti che ogni giorno si esprimono attraverso il cinema e la televisione.Sogniamo che questa legge nasca e acquisti forza attraverso la circolazione delle idee, delle fantasie, attraverso la capacità di ascolto reciproco tra tutti coloro che saranno chiamati all’impresa. Partiti, governo, associazioni di categoria, legislatori.Non ci sottraiamo alle responsabilità del fare.Per questo proponiamo alcuni principi e idee che riteniamo necessari.
DIRITTI DEGLI SPETTATORI
La trasmissione dell’identità e dei valori collettivi è sempre più affidata al cinema, alla televisione e agli altri strumenti audiovisivi. In un paese democratico, i diritti degli spettatori diventano dunque una parte essenziale dei diritti dei cittadini.
Noi crediamo che lo stato abbia l’obbligo di assicurare ai propri cittadini il diritto di accedere alla più ampia varietà possibile di opere - nazionali e internazionali, commerciali e ‘di nicchia’, di qualità e di intrattenimento, di documentazione e di ricerca, restituendo al cinema e alla tv un ruolo di arricchimento culturale.Negli ultimi anni questo diritto si è indebolito, anche a causa delle posizioni dominanti di RAI e MEDIASET: il loro scontro si è svolto sul terreno dell’omologazione, riducendo la libertà di scelta per autori e fruitori, semplificando i messaggi trasmessi alle giovani generazioni, impoverendo intellettualmente e umanamente tutta la collettività.
In questi stessi anni, il numero degli spettatori di cinema è straordinariamente aumentato. I film si vedono nelle sale, in televisione, attraverso internet o l’home video. Eppure questa crescita non si è tradotta in un aumento delle risorse impegnate nel settore. Noi chiediamo alla politica di affrontare con coraggio questo paradosso.Il cinema italiano è stato uno dei più importanti del mondo - finché non è stato costretto ad affidarsi alla discrezionalità della politica per la sua sopravvivenza. Siamo stanchi di osservare come funzionari di qualsiasi schieramento arrivino ad influenzare il genere di storie da raccontare, la scelta degli autori, o addirittura i cast – il che purtroppo accade, sia nel cinema che nella tv. Non riteniamo giusto che le linee editoriali siano pesantemente condizionate dal tipo di maggioranza al governo.
Noi non chiediamo assistenzialismo, ma il riconoscimento della nostra creatività e professionalità come risorse per il paese.
Liberi dalla politica
La politica deve riacquistare il proprio ruolo di arbitro, assicurarsi che il gioco si svolga nel rispetto delle regole, che non ci siano posizioni dominanti e che il mercato cinematografico e audiovisivo sia giusto e accessibile a tutti. Attualmente, non lo è. Esso è spartito tra grandi strutture oligopolistiche, nessuna delle quali occupa soltanto il proprio segmento. E’ per questo che una legge di sistema è indispensabile e che intendiamo sostenerla con tutte le nostre forze. Chiediamo inoltre:
- Una regolamentazione antitrust, per superare il dualismo Mediaset-Rai che accentra tutti i canali di finanziamento e sfruttamento dei film, e per dare più spazio all’esistenza di un cinema realmente indipendente.
- L’applicazione effettiva dell’originale stesura della legge 122, ove per le reti televisive venivano fissati obblighi di investimento su film cinematografici. È indispensabile che tali obblighi siano estesi a chi, come Sky, opera in regime di monopolio, e senza una regolamentazione in materia.- La promugalzione di una legge efficace contro la pirateria.
- L’istituzione di un ‘prelievo di scopo’ che impegni chiunque utilizzi contenuti cineaudiovisivi - cinema, pay-tv, internet provider, home video, tv generaliste, ecc. - a trasferire quote prefissate dei loro proventi per finanziare le attività del Centro Nazionale del Cinema.
- La creazione di un Centro Nazionale del Cinema, che amministri i fondi provenienti dal ‘prelievo di scopo’ con assoluta trasparenza, e con meccanismi che lo mettano il più possibile al riparo dalla discrezionalità e da pressioni esterne. Il presidente e il consiglio di amministrazione, nominati dal Ministro competente, saranno scelti in una rosa di nomi di provata competenza indicata dalle associazioni, allontanando così le logiche della lottizzazione.
- La pubblicazione di resoconti sulle linee editoriali e sugli investimenti attuati da ogni azienda finanziata in tutto o in parte con denaro pubblico. La stessa trasparenza dovrà essere estesa anche ai singoli film finanziati da queste strutture.
Liberare le energie produttive
Libertà di mercato vuol dire anche libertà dalla corruzione e dai clientelismi. Allo stato spetta il compito di contrastarli ma anche di capovolgere l’impostazione delle leggi che oggi li rendono possibili, senza entrare in gioco direttamente come imprenditore o produttore. È invece essenziale incentivare la nascita e il rafforzamento di una moltiplicità di soggetti interessati alla produzione e alla diffusione di opere cinematografiche e televisive.
- Lo stato deve riconoscere a chi vuole investire nel cinema italiano forme di detrazioni dalle tasse (tax-shelter), sistema già sperimentato con successo in paesi come gli Usa, il Brasile, l’Irlanda.
- I produttori devono poter far riferimento a un sistema di incentivi, automatismi e regolamenti che premino il coraggio, il talento e l’indipendenza, rendendo così possibile la loro autonomia dai soggetti più forti.
- Per le opere prime e seconde, e per i progetti speciali di ricerca e sperimentazione, produttori e autori devono poter accedere a finanziamenti che vengano considerati alla stregua dei fondi di ricerca scientifica, così da favorire la sperimentazione in aree di eccellenza espressiva che conducano a produrre film di forte impatto artistico-innovativo: punte di diamante nell’ambito di una ricerca originale e non conformistica.
- Produttori e autori devono poter moltiplicare le possibilità produttive: è urgente una normativa che consenta produzioni a basso costo e più libertà nello scegliere le procedure di realizzazione dei film.
Liberare la cultura
- Occorre introdurre il cinema come materia di studio nelle scuole. Si potrebbe inoltre pensare alla creazione di Scuole Audiovisive Regionali con insegnanti esperti provenienti dal mondo dell’audiovisivo, che consentano a una più ampia fascia di giovani l’accesso a una formazione qualificata. Al Centro Sperimentale deve essere riconosciuto il ruolo di scuola di eccellenza, potenziandola con risorse adeguate.
- E’ necessario garantire per legge, come già avviene per la fiction, la messa in onda di film italiani in prima serata nelle TV nazionali. Altrettanto necessaria è l’ideazione di programmi di informazione sul cinema italiano ed europeo, affidati a personalità competenti e appassionate. La televisione dovrebbe diventare l’Università del nostro cinema.
- Per evitare il definitivo declino e la chiusura delle sale tradizionali - nei centri storici come nelle periferie - lo stato deve promuovere la loro ristrutturazione, in modo da prevedere ove possibile più sale al posto di una, bar, ristoranti, piccole biblioteche, spazi per i dibattiti o la musica, favorendo la nascita di luoghi accoglienti non solo per il cinema di qualità italiano ed europeo ma anche per i cittadini che cercano aggregazione e cultura.
- Occorre sostenere lo sviluppo di nuove forme di diffusione dei film, premiando coloro che operino sul versante della varietà e della qualità e nelle nuove tecnologie. Particolare attenzione deve essere posta nella regolamentazione del mercato della distribuzione e dell’esercizio per evitare tutti i fenomeni di abuso di posizione dominante.
- La cultura è storia e memoria. ll cittadino a cui non è dato conoscere l’origine della propria identità, diventa meno libero. Conservare, restaurare e rendere accessibili le opere cinematografiche significa dare la possibilità di riconoscersi in un immaginario condiviso. La storia del cinema italiano attualmente in possesso degli archivi delle banche e del ministero sia dunque messa in rete gratuitamente.
- Il miglioramento della qualità del cinema italiano sarà la prima ragione del suo successo. Ma per migliorare la qualità occorre moltiplicare la quantità: di produttori, di scrittori, di registi, di film. Non esiste industria culturale senza una molteplicità di soggetti. L’esempio della fiction televisiva – sostenuta da una normativa che l’ha fatta crescere in modo esponenziale - dimostra come una nuova generazione di professionisti e di talenti – al di là del giudizio su scelte e contenuti – sia cresciuta cimentandosi in maniera regolare e assidua con il pubblico. Occorre dare anche agli autori, ai tecnici, agli attori cinematografici la possibilità di confrontarsi con diverse idee produttive, di lavorare su generi e con committenze diverse, di sbagliare e correggersi, di provare e riprovare. Vogliamo che il cinema torni ad essere lo sguardo libero di questo paese.
DAL MOVIMENTO CENTOAUTORI PER IL CINEMA (GIUSEPPE PICCIONI) PER ADERIRE INVIARE MAIL A:
UMBERTO CONTARELLO: e-mail
GIULIA BERNARDINI e-mail:
VALERIO JALONGO: e-mail
...PER UN CINEMA CHE CONTI, PER UN'INDUSTRIA DEGNA DEL PASSATO...PER CREARE MAGGIORI RISORSE CON UN IMPEGNO CERTO. CERTI DI FARVI COSA GRADITA.
ADN.KRONOS: LO FOCO, ANCHE NELLO SPETTACOLO C'E' 'CUPOLA' COME NEL CALCIO = Roma, 19 mag. - (Adnkronos) - '
'Quanto avviene nel calcio, pur con dimensioni e coinvolgimenti minori, avviene anche nel settore dello spettacolo, cinema e televisione''
E' quanto denuncia Michele Lo Foco, avvocato esperto di questioni cinematografiche, che aggiunge: ''Tutte le 'operazioni' sono gestite da una 'cupola' nella quale esistono personaggi corrispondenti a Moggi ed il parterre e' costituito da una moltitudine di operatori oppressi e condannati a seguire le direttive di pochi''.
''Non esistono piu' - prosegue Lo Foco- ne' leggi applicabili ne' strumenti di selezione autonomi ne' contributi o premi dati al merito, ne' strutture di finanziamento o servizio efficienti e motivate. Le aziende pubbliche sono gestite prevalentemente da dilettanti e sensali di partiti politici preoccupati solo di controllare il territorio e conquistare stipendi e comodita'.
"La presenza dello Stato e' stata sacrificata ad interessi privati penalizzando la produzione, la distribuzione e la promozione. La crisi del settore e' inevitabile e se non e' ancora visibile il baratro e' solo perche' pochi professionisti tentano giornalmente di arginare i disagi. Come il calcio - conclude l'avvocato- anche il settore dello spettacolo ha innanzitutto bisogno di una nuova moralita', che vuol dire trasparenza, nuovi dirigenti, nuove regole, leggi comprensibili e discredito ufficiale per i metodi attuali''.
(Emb/Pn/Adnkronos) 19-MAG-06 16:17 NNNN