"Quanto è difficile ricominciare" racchiude un'esperienza umana complessa e stratificata. Significa affrontare l'incertezza del nuovo, lasciandosi alle spalle certezze, abitudini e spesso parte del proprio passato. Implica superare la resistenza interna al cambiamento, la paura del fallimento e la fatica di ricostruire fondamenta solide partendo da zero. Ricominciare richiede un notevole sforzo emotivo e pratico, spesso accompagnato da dubbi e momenti di scoraggiamento, ma al tempo stesso apre alla possibilità di rinascita, crescita e nuove opportunità. In sintesi, è un percorso arduo ma potenzialmente trasformativo, che mette alla prova la resilienza e la capacità di reinventarsi.
Di seguito troverai basi di sceneggiature (ognuna per cortometraggi di circa 12-15 minuti) accomunate dal tema “Quanto è difficile ricominciare”, ma declinate in contesti e situazioni differenti. Per ciascuna, sono inclusi: Titolo (identico per tutti, “QUANTO È DIFFICILE RICOMINCIARE”, ma con un sottotitolo che contestualizzi), Logline, Elenco e descrizione dei personaggi principali, Descrizione lunga della struttura narrativa (Inizio/Sviluppo/Conflitto/Climax/Risoluzione). Nota: ciascuna storia è pensata per una durata di 12-15 minuti, con scene contenute ma dense di significato.
1. QUANTO È DIFFICILE RICOMINCIARE - “L’ALBA DOPO UNA TEMPESTA”
Logline
Una donna che ha perso la casa a causa di un’alluvione si ritrova costretta a vivere in un rifugio di emergenza. Capirà che ricominciare significa riscoprire la forza della solidarietà e la dignità perduta.
Personaggi
- ANNA (35 anni): Protagonista. Forte e determinata, ma ferita dall’evento che le ha portato via la casa.
- LUCA (40 anni): Volontario della Protezione Civile, generoso e caparbio nel sostenere gli sfollati.
- SERENA (16 anni): La figlia di Anna, più fragile, esprime rabbia e tristezza per aver perso i suoi spazi e ricordi.
- GIORGIO (55 anni): Un anziano del rifugio, scontroso a prima vista, ma che nasconde un animo gentile.
Struttura della storia
Inizio (min. 0-3)
- La prima scena mostra Anna e Serena inquadrate tra cumuli di fango e detriti, mentre recuperano qualche oggetto rimasto dalla casa sommersa dall’alluvione. Il senso di smarrimento è tangibile.
- Un pick-up della Protezione Civile le preleva e le conduce in un grande rifugio allestito in una palestra locale.
Sviluppo (min. 3-8)
- Anna fatica ad adattarsi: le brandine, la condivisione di spazi con sconosciuti. Serena mostra segni di irritabilità, rimpiangendo la stanza e i propri oggetti.
- Luca, il volontario, cerca di dare coraggio a Anna, ma lei tende a chiudersi: “Non ho bisogno di pietà, voglio solo la mia casa.”
- Un conflitto interno si accende quando Anna scopre che la procedura per ottenere aiuti e contributi è lunga e burocratica. Questa frustrante attesa mette in crisi la sua speranza.
- Giorgio, un anziano in un’altra branda, critica Anna, ritenendola troppo arrendevole. Ma tra i due nasce un reciproco scambio di “consigli velati”.
Conflitto e Climax (min. 8-11)
- Serena, esasperata, scappa dal rifugio per tornare a vedere la casa distrutta, rischiando di farsi male. Anna va a cercarla sotto la pioggia.
- Le trova Luca e Giorgio, che collaborano. In questa ricerca concitata, Anna realizza che c’è chi la sostiene e capisce di non essere sola.
- Il conflitto emotivo: Anna non sa se potrà mai ricostruire la vita di prima e teme di non essere abbastanza forte per gestire la disperazione di Serena.
Risoluzione (min. 11-15)
- Ritrovata Serena, madre e figlia si abbracciano. Anna ammette che sarà dura, ma grazie all’aiuto di Luca e la comunità, un passetto alla volta, si può ricostruire.
- Nel finale, si vede Anna che, con un caschetto e un martello, inizia a pulire i detriti della sua casa. Luca e altri volontari sono lì a darle manforte. Un raggio di sole penetra tra le nubi, simbolo di speranza.
2. QUANTO È DIFFICILE RICOMINCIARE - “IL BANCHETTO DEL CALZOLAIO”
Logline
Un calzolaio storico di quartiere, dopo aver chiuso la bottega per motivi di salute, decide di riaprirla con l’aiuto di una nipote. Ma deve confrontarsi con la modernità e la competizione degli e-commerce di scarpe.
Personaggi
- GIULIO (65 anni): Calzolaio in pensione, testardo e orgoglioso del proprio mestiere artigianale.
- BEATRICE (25 anni): Nipote di Giulio, laureata in marketing, vuole unire tradizione e nuove tecnologie.
- FERNANDO (40 anni): Ex cliente fedele, spinge Giulio a riprendere l’attività.
- COMMESSO DI CATENA DI SCARPE (35 anni): Rappresenta la concorrenza spietata e i prezzi bassi.
Struttura della storia
Inizio (min. 0-3)
- Giulio, in una piccola cucina, guarda le sue vecchie forme di legno e gli strumenti del mestiere. Ricorda i tempi in cui la bottega brulicava di clienti.
- Riceve Beatrice che lo sprona: “Riavviamo la bottega, nonno. Ci aiuteremo con social network e pubblicità online.”
Sviluppo (min. 3-8)
- All’inizio, Giulio è scettico: “Chi ripara più le scarpe? Ormai si butta e si compra nuovo.”
- Beatrice organizza una campagna social: “Calzolaio Vintage - Ripariamo con amore”. Qualche cliente arriva, tra curiosità e nostalgia.
- Giulio, però, non riesce a sostenere i ritmi e a modernizzare la bottega. Litiga con Beatrice, credendo che i metodi moderni snaturino l’artigianato.
Conflitto e Climax (min. 8-11)
- Un cliente importante (forse un collezionista di calzature d’epoca) arriva per un restauro delicato. Giulio si mette all’opera, ma fatica a finire per tempo.
- Beatrice fa un ultimo tentativo: contatta un canale locale per un breve servizio sul “calzolaio ritrovato.” Giulio scoppia in rabbia: “Non voglio farne uno show, è il mio mestiere!”
- Quando rischiano di fallire la consegna, Giulio e Beatrice si uniscono, lavorando di notte.
Risoluzione (min. 11-15)
- La consegna riesce, il collezionista paga bene, l’emittente locale manda in onda un mini-servizio, portando nuovi clienti.
- Giulio comprende che può sopravvivere integrando i social e la cura artigiana. Nella scena finale, la bottega si riaccende: vecchia insegna rispolverata, clienti sorridenti, Beatrice alla cassa e Giulio alla macchina da cucire.
3. QUANTO È DIFFICILE RICOMINCIARE - “LA SECONDA CHANCE IN PRIGIONE”
Logline
Un detenuto ottiene l’opportunità di partecipare a un programma di reinserimento lavorativo: dovrà imparare a cucinare nella cucina interna al carcere. Teme di non riuscire a cogliere questa seconda chance, schiacciato dal rimorso e dal pregiudizio dei compagni.
Personaggi
- DARIO (35 anni): Detenuto per rapina, ma con segreta passione per la cucina.
- CHEF VITTORIO (50 anni): Capo cuoco che coordina il programma di reinserimento, severo ma giusto.
- MARIA (30 anni): Assistente sociale, crede fortemente nelle abilità di Dario.
- LUCA (40 anni): Altro detenuto ostile a Dario, invidia la sua possibilità di lavorare in cucina.
Struttura della storia
Inizio (min. 0-3)
- Dario, in cella, riceve l’offerta di partecipare al programma. È titubante, non vuole illudersi.
- Chef Vittorio incontra Dario per la prima volta: gli chiede di tagliare verdure per testare il suo impegno.
Sviluppo (min. 3-8)
- Dario si allena a cucinare piatti semplici. Le prime settimane, è goffo. Vittorio lo rimprovera.
- Maria, l’assistente, cerca di stimolarlo: “Se fallisci, tornerai senza alcuna chance una volta uscito.”
- Luca, un detenuto “rivale”, crea tensione: afferma che Dario non merita nulla, perché la sua condotta passata è impardonabile.
Conflitto e Climax (min. 8-11)
- Si avvicina una grande cena-evento in carcere con autorità e potenziali sponsor del progetto. Dario deve preparare un piatto speciale. È la prova del nove.
- Luca sabota le forniture di ingredienti, gettando sale in eccesso e rovinando la salsa. Dario lo scopre e rischia di reagire con violenza. Decide invece di agire con calma, ricomincia da zero la preparazione.
Risoluzione (min. 11-15)
- La cena riesce: il piatto di Dario conquista i palati. Chef Vittorio ammette di vedere un grande futuro in lui.
- Dario, commosso, capisce che la strada del riscatto è lunga ma possibile. Nel finale, stringe la mano di Luca, dimostrando di voler superare i rancori.
4. QUANTO È DIFFICILE RICOMINCIARE - “L’ILLUSTRATRICE SENZA ISPIRAZIONE”
Logline
Una giovane illustratrice di libri per bambini perde la creatività dopo un lutto familiare. Quando le viene richiesto di disegnare una fiaba importante, lotterà per ritrovare la vena artistica, scoprendo che rinascere dall’angoscia è una sfida piena di sorprese.
Personaggi
- CLARA (26 anni): Illustratrice dal talento straordinario, ma emotivamente bloccata.
- RICCARDO (30 anni): Editore di una piccola casa editrice, crede fortemente in Clara e le propone un nuovo progetto.
- ANNA (pediatra e amica di Clara): la spinge a vedere i bambini per riconnettersi alla fantasia.
- BAMBINA SENZA NOME (cameo): incontra Clara in un parco, le racconta sogni e paure.
Struttura della storia
Inizio (min. 0-3)
- Clara getta nel cestino vari schizzi incompleti, piangendo per la morte recente di un genitore (flash veloce che mostra una foto di lei con la madre).
- Riccardo la chiama: “Ho un progetto che potrebbe rilanciare la tua carriera: un libro illustrato su una favola inedita.”
Sviluppo (min. 3-8)
- Clara non riesce a disegnare nulla di decente. Anna la consiglia di trascorrere tempo con alcuni bambini in ospedale pediatrico, sperando che la spontaneità infantile le riaccenda la fantasia.
- Un colloquio con una bimba (che racconta i suoi sogni di animali fantastici) fa scoccare qualcosa in Clara, che prende a fare un primo bozzetto.
- Tuttavia, resta insicura e un accumulo di scadenze la agita, peggiorando il blocco creativo.
Conflitto e Climax (min. 8-11)
- Riccardo la pressa: “Siamo in ritardo, l’editore vuole almeno 3 tavole definitive.” Clara scoppia, teme di deludere tutti. Decide quasi di abbandonare.
- Un piccolo evento (magari la scoperta di un vecchio disegno della madre) risveglia la consapevolezza che l’arte può curare e non solo tormentare. Clara disegna a notte fonda, gettando l’anima su carta.
Risoluzione (min. 11-15)
- Presenta le illustrazioni: colorate, piene di vita. Riccardo rimane colpito dalla loro intensità emotiva. Anna la abbraccia, complimentandosi.
- Nell’ultima scena, la bimba riceve in ospedale la prima copia del libretto illustrato, firmato da Clara, con una dedica: “Ricominciare si può, con i colori del cuore.”
5. QUANTO È DIFFICILE RICOMINCIARE - “IL BARITONO SENZA VOCE”
Logline
Un baritono perde parzialmente la voce dopo un intervento alla gola. Perde ingaggi e speranze, ma un maestro di canto e una piccola compagnia teatrale lo aiuteranno a scoprire un diverso modo di cantare, e di vivere.
Personaggi
- RAFFAELE (40 anni): Era un baritono di successo, ora la voce risulta limitata e rotta.
- MARCO (60 anni): Maestro di canto in pensione, crede nelle potenzialità nascoste di Raffaele.
- CLARA (35 anni): Direttrice di una piccola compagnia teatrale che vuole produrre un’opera sperimentale.
- ENRICO (30 anni): Giovane tenore, un tempo rivale di Raffaele, ma pronto a collaborare.
Struttura della storia
Inizio (min. 0-3)
- Raffaele, in uno studio medico, ascolta la sentenza: la sua corda vocale danneggiata non tornerà mai più come prima. L’amarezza si legge sul suo volto.
- A casa, guarda vecchi ricordi di recite in teatri prestigiosi.
Sviluppo (min. 3-8)
- L’incontro con Marco, il maestro di canto, che gli spiega: “C’è un’altra via. Possiamo modificare la tecnica, adattare il tuo registro.” Raffaele è scettico, convinto che la magia sia persa.
- Clara si presenta a Raffaele: “La mia compagnia fa un’opera innovativa, potresti interpretare un ruolo drammatico con parti vocali diverse.”
- Raffaele accetta, titubante. Le prove rivelano tensioni: la sua voce si incrina e rischia di mettere in ridicolo la performance.
Conflitto e Climax (min. 8-11)
- Con l’avvicinarsi della data dello spettacolo, Raffaele medita di rinunciare, sentendosi un fallimento.
- Enrico, il tenore, si offre di fare con lui un duetto di prova, rispettando il nuovo timbro di Raffaele. Questo momento crea il conflitto interiore: “Posso ancora emozionare la gente con questa voce diversa?”
Risoluzione (min. 11-15)
- La sera dello spettacolo, Raffaele sale sul palco con la compagnia. La sua voce, pur non perfetta, trasmette un carico di emozione e intensità particolari.
- Il pubblico applaude, toccato dalla forza drammatica. Raffaele si rende conto che ricominciare significa accettare il cambiamento, non negarlo.
- Ultima scena: Raffaele sorridente riceve i complimenti del pubblico e trova un nuovo inizio artistico.
6. QUANTO È DIFFICILE RICOMINCIARE - “IL GIOCATORE DI SCACCHI IN OSPEDALE”
Logline
Un vecchio campione di scacchi subisce un ictus e perde la coordinazione. In un reparto di riabilitazione, un giovane infermiere lo sfida a un torneo interno, spingendolo a riacquistare fiducia in sé.
Personaggi
- LUIGI (60 anni): Ex campione di scacchi regionale, colpito da ictus, ha perso parzialmente la motricità fine e la parola.
- SAMUELE (25 anni): Infermiere appassionato di scacchi, ama insegnare e motivare i pazienti.
- DOTTORESSA BIANCHI (40 anni): Fisioterapista severa ma empatica, guida Luigi nella riabilitazione fisica.
- ALTRI PAZIENTI: comprimari che osservano e partecipano al contesto.
Struttura della storia
Inizio (min. 0-3)
- Luigi, in sedia a rotelle, osserva passivamente un tabellone di scacchi vuoto su un tavolino dell’ospedale. Il suo sguardo esprime rassegnazione.
- Samuele si avvicina per chiacchierare, scoprendo il passato di Luigi come ex-campione di scacchi.
Sviluppo (min. 3-8)
- Samuele propone di giocare una partita a scacchi con lui, ma Luigi fatica a muovere i pezzi a causa dei tremori. Si irrita e rifiuta.
- La dottoressa Bianchi spiega a Luigi che la terapia motoria può essere incentivata con attività manuali precise, come muovere pedine. Luigi inizia piccole esercizi quotidiani.
- In reparto viene annunciato un piccolo torneo di scacchi tra pazienti e infermieri, a scopo benefico. Samuele iscrive Luigi di nascosto.
Conflitto e Climax (min. 8-11)
- Luigi scopre di essere in lista, vorrebbe ritirarsi: “Non sono più lo stesso.” Samuele insiste: “Il tuo cervello sa giocare, le mani si abitueranno.”
- Durante un allenamento di prova, Luigi perde una partita contro Samuele e si abbatte. Emerge la frustrazione di sentirsi indebolito.
- Ultimo slancio di orgoglio: Luigi decide di tentare l’impossibile, si allena anche di notte, esercitando le mani.
Risoluzione (min. 11-15)
- Al torneo, Luigi lotta con la lentezza, ma mostra astuzia tattica. Non vince contro tutti, ma sorprende compagni e personale medico per la sua caparbietà.
- Finale: Luigi gioca l’ultima mossa contro Samuele in uno scontro finale. Che vinca o perda, dimostra di aver ripreso in mano la propria passione e dignità. Applausi nel reparto, Luigi sorride: “Ho ricominciato.”
7. QUANTO È DIFFICILE RICOMINCIARE - “LO CHEF DELLA MENSA”
Logline
Un ex chef stellato, caduto in disgrazia dopo uno scandalo, trova lavoro in una mensa scolastica. Tra diffidenze e metodi macchinosi, si sforza di reintrodurre qualità nel cibo e riconquistare la fiducia in se stesso.
Personaggi
- FABRIZIO (45 anni): Chef con un passato di successi, perso tutto dopo una denuncia per frodi fiscali. Ora si trova a cucinare in una mensa.
- DIRIGENTE SCOLASTICO (50 anni): Rigido, con budget ridotti, preoccupato solo dei costi.
- MAESTRA GIOIA (35 anni): Crede che il cibo di qualità migliori l’attenzione dei bambini.
- ALCUNI BAMBINI: Reagiscono con curiosità alle novità gastronomiche.
Struttura della storia
Inizio (min. 0-3)
- Fabrizio arriva nella piccola cucina della mensa, vedendo ingredienti scadenti e surgelati. Sente immediatamente la frustrazione.
- Il dirigente gli ordina di seguire le linee guida minime, senza innovazioni.
Sviluppo (min. 3-8)
- Fabrizio prova a cucinare qualche piatto più gustoso, ma il budget e i limiti del menù standard gli impediscono di sbizzarrirsi. I bambini, inizialmente, non apprezzano cibi diversi da quelli “industriali”.
- Maestra Gioia lo incoraggia a introdurre gradualmente piccole variazioni: erbe fresche, salse genuine.
- Fabrizio lotta con la sua immagine offuscata da ex “truffatore”. I collaboratori di cucina lo guardano con sospetto.
Conflitto e Climax (min. 8-11)
- Un’ispezione sanitaria a sorpresa avviene proprio quando Fabrizio tenta di sperimentare un pranzo più elaborato. Il dirigente lo accusa di mettere a rischio la mensa con alimenti “non standard.”
- Fabrizio, sentendosi fallire di nuovo, è vicino ad arrendersi. Intanto, i bambini iniziano a parlare di quanto amano le “nuove polpette” e la “salsa fresca.”
Risoluzione (min. 11-15)
- L’ispezione risulta positiva: i piatti di Fabrizio sono più sani e rispettano le norme. Il dirigente, sorpreso, allenta la pressione.
- I bambini ringraziano Fabrizio con un disegno: “Lo chef che ci fa felici.” Lui comprende che il passato non deve annullare il presente.
- Scene finali mostrano Fabrizio che cucina con passione e un sorriso ritrovato, certo che ricominciare è difficile ma non impossibile.
8. QUANTO È DIFFICILE RICOMINCIARE - “COLPI DI PENNELLO”
Logline
Un pittore astratto, dopo aver perso la fama a causa di un plagio sospetto, si rifugia in un borgo marino dove tenta di ricominciare. L’incontro con una giovane appassionata d’arte lo spinge a sperimentare uno stile completamente nuovo.
Personaggi
- LEON (35 anni): Pittore caduto in disgrazia, accusato ingiustamente di plagio.
- SOFIA (22 anni): Studentessa d’arte, con grande sensibilità e voglia di imparare.
- CRITICO MONTI (40 anni): Critico d’arte locale, scettico sul “riciclo” di Leon.
- DONNA MISTERIOSA (apparizioni cameo): sembra osservare da lontano le nuove opere di Leon.
Struttura della storia
Inizio (min. 0-3)
- Leon arriva con una valigia di tele bianche in una casa vicina al mare. Vede gli ultimi articoli di giornale che lo definiscono “impostore.” Sconforto palpabile.
Sviluppo (min. 3-8)
- Sofia lo incontra sulla spiaggia, nota che Leon disegna schizzi sulla sabbia. Gli chiede di insegnarle qualcosa, ma lui rifiuta, temendo di coinvolgerla in un futuro fallimento.
- Critico Monti sente dire che Leon è in paese e minaccia di “smascherarlo” se tenta di esporre. Leon continua a dipingere ma strappa le tele che non lo convincono.
Conflitto e Climax (min. 8-11)
- Sofia convince Leon a organizzare una mini-esposizione in un caffè locale, per mostrare che il suo stile è autentico. Monti assiste, pronto a demolirlo.
- La tensione sale quando Leon mostra delle tele astratte ispirate al mare e ai suoi sogni. Monti lo mette alle strette con accuse: “Questo è di nuovo un plagio di…”. Leon, ferito, quasi distrugge le tele.
Risoluzione (min. 11-15)
- Sofia si alza in difesa dell’artista, dimostrando che i bozzetti e i lavori sono suoi, un’evoluzione delle prove fatte sulla sabbia. Alcuni clienti, commossi dalla storia, comprano le tele.
- Leon si rende conto di essere rinato come artista, anche se non più nella grande città, ma in un piccolo borgo con le persone giuste che credono in lui. Finale poetico: Leon e Sofia guardano il mare, immaginando nuovi colori.
CONCLUSIONE:
Ognuna di queste basi di sceneggiature ruota attorno a un “quanto è difficile ricominciare” in vari contesti: la vita dopo una catastrofe, l’arte da riscoprire un lavoro obsoleto da rilanciare, il dramma di una sconfitta personale. Sono storie che, nella brevità del cortometraggio (12-15 minuti), possono coinvolgere emotivamente lo spettatore con un messaggio di speranza: anche se ricominciare è complicato, un nuovo inizio è sempre possibile.
ATTENZIONE: Queste sono solo bozze iniziali, un insieme di idee da sviluppare. Puoi sceglierne una e personalizzarla ulteriormente aggiungendo dettagli, personaggi secondari e sviluppando o modificando ulteriormente le scene. Se qualcuno ne modifica una e la amplia e poi la realizza, è pregato di comunicarcelo in modo da poter pubblicizzare nel nostro sito la sua nuova sceneggiatura ampliata e poi realizzata.