
Nel web possiamo trovare centinaia di siti in cui possiamo leggere bellissimi racconti.... ma da un bel racconto breve, molto spesso è arduo se non difficilissimo trarre spunto per una sceneggiatura per un cortometraggio. Anche nelle scuole di cinema, i docenti associano i racconti brevi ai cortometraggi, come i romanzi ai lungometraggi. E' giusto farlo? L'arte del Cortometraggio è analogo all'arte del Racconto? L'unica cosa sicura è che sono le forme brevi rispetto alle forme più lunghe. Ma chi le realizza può dirvi che tra le forme brevi e le lunghe ci sono anche molte differenze. Allora, torniamo al nostro tema: da un racconto breve possiamo facilmente trarre un cortometraggio?
Leggi tutto: Il Cortometraggio è molto diverso da un racconto breve
Il mondo del cinema è costernato di lungometraggi favolosi e nel corso del tempo molti artisti, molti autori hanno intrapreso progetti ambiziosi. Alcuni, si sono spinti addirittura oltre ad una “linea immaginaria” e per questo sono ricordati ancora oggi. Ma che si dice dei cortometraggi? Il cinema peraltro non è che nato alle prime origini con dei lavori brevi. E questi, nonostante il loro linguaggio e la loro grammatica molto diversa per certi aspetti, possono regalare grandi sorprese.
Come lo è adesso, anche in passato il cinema breve è potuto essere un trampolino di lancio per i nuovi autori. Se è vero che non è per niente più facile dare vita ad un corto, rispetto ad un lungometraggio, per lo meno è un buon compromesso per quanto riguarda la produzione. Difatti, non sono pochi i lavori che hanno fatto la storia e nei quali rivediamo i fondamenti di autori che successivamente sono diventati grandi registi.
DOODLEBUG – CHRISTOPHER NOLAN
Dopo i suoi due primi cortometraggi, nel 1997 il regista britannico decide di girare in 16mm un corto che ha dell’incredibile, se pensiamo a dove è arrivato il cineasta. Il corto, vede un uomo visivamente disturbato, è alle prese con uno scarafaggio che si aggira per il suo appartamento.
Tre minuti di bianco e nero mostrano già diversi elementi caratteristici dello stile di Nolan. Dall’inquietudine generata dal “misterioso” all’attenzione dei particolari come vari orologi che scandiscono il tempo nervosamente. Fino alla molteplicità della realtà circostante, sia da un punto di vista di spazio, sia da un punto di vista di tempo.
THE BIG SHAVE – MARTIN SCORSESE
Due anni prima del suo primo lungometraggio, nel 1967 il leggendario Martin Scorsese girò un cortometraggio dalla durata di 5 minuti. Nel bagno di casa propria, un uomo si fa la barba: ecco quanto può essere potente il cinema.
Anche qui come per Nolan, si rivedono due elementi caratteristici del suo cinema: la violenza, spesso splatter specialmente nella prima metà della sua carriera (basti pensare a “Taxi Driver” del 1976) e il montaggio veloce di inquadrature fisse, ferme.
Inoltre il grottesco regalato non solo dal concetto del corto, ma anche dalla contrapposizione della musica (che Scorsese, come ogni regista che si rispetti sa come usare) si unisce ad una cura estrema dei dettagli nella regia. Un corto che suscita una profonda sensazione ma attrazione allo stesso tempo e che denuncia “l’autolesionismo” americano nel Vietnam di quegli anni.
SIX MEN GETTING SICK (SIX TIMES) – DAVID LYNCH
Se invece non è abbastanza grottesco e inquietante, provate con il primo cortometraggio di Lynch, che nel 1966 realizza uno dei corti più strani e sperimentali allo stato puro. In uno strano “dipinto-scultura in movimento” su pellicola di quattro minuti , sei uomini stanno male, si disperano si massaggiano i loro stomaci e poi vomitano. Questa è la trama, ma la creatività delle immagini e l’uso abile e fastidioso della sirena d’allarme che suona per tutta la durata del corto, lo rende unico. Ma soprattutto, come per gli altri due esempi prima citati, emerge di già lo spirito del pazzo Lynch.
Articolo di Leonardo Lupi per uncutfilms.it
Una delle cose più belle viste sugli schermi del Festival di Venezia 2020 è stato un cortometraggio. Un cortometraggio diretto da uno dei grandi maestri del cinema contemporaneo, Pedro Almodóvar, e interpretato da una grandissima attrice e icona di stile, Tilda Swinton, che per la prima volta collaborava col regista spagnolo e che a Venezia ricevette un meritatissimo Leone d'oro alla carriera. Il corto, che dura 30 minuti, si intitola The Human Voice.
Leggi tutto: The Human Voice: anche nei cinema italiani il corto di Pedro Almodóvar
"Strange Way of Life" il cortometraggio western di Pedro Almodóvar sarà presentato in Selezione Ufficiale e in anteprima mondiale, con la presenza del regista e dei due attori protagonisti Ethan Hawke e Pedro Pascal al Festival di Cannes 2023. Sono numerosi i cortometraggi girati prima di questo dal celebre regista spagnolo, dai primi: Film político (1974), Dos putas, o historia de amor que termina en boda (1974), El Sueño, o la estrella (1975), Homenaje (1975), La Caída de Sódoma (1975), Blancor (1975), Sea caritativo (1976), Muerte en la carretera (1976), Sexo va, sexo viene (1977), Salomé (1978), Tráiler para amantes de lo prohibido! (1985), fino agli ultimi: La concejala antropófaga (2009), The Human Voice (2021).
Leggi tutto: "Strange Way of Life" il cortometraggio di Pedro Almodóvar in anteprima a Cannes 2023
"Scrivere è sia un piacere che una lotta. Ci sono momenti in cui è davvero avverso e spiacevole, e ci sono momenti in cui è meraviglioso, divertente e magico, ma non è questo il punto. Scrivere è il mio lavoro. ..... Non sono un genio. Sono intelligente, ho un po' di talento e ho molta testardaggine. Persevero.
La sceneggiatura è un processo da capogiro che richiede piena attenzione e dedizione. Se hai mai provato a scrivere una sceneggiatura, scommetto che sai cosa intendo. Con tutti quei personaggi, trame e azioni, è difficile prendersi cura di ogni singolo dettaglio senza rovinare l'intera struttura. È proprio qui che le mappe mentali tornano utili per salvare le tue idee di narrazione.
Leggi tutto: Come utilizzare le Mappe Mentali (per gli sceneggiatori)
Il regista francese racconta storie di cronaca nera col tono leggero della commedia. Visto dall’Italia François Ozon fa quasi paura. Non ha mai vinto Cannes, non ha mai vinto Venezia e nemmeno un César, anche se è stato candidato infinite volte. Però dal 1998 ha girato 23 film molto personali, spesso di grande successo, più una ventina di corti. E soprattutto ha alternato e a volte mescolato gli stili e i generi più diversi, da “Sotto la sabbia” a “Otto donne e un mistero”, da “Frantz” a “È andato tutto bene” passando per “Grazie a Dio”, Orso d’argento a Berlino. Fino a tornare con “Mon crime - La colpevole sono io” a una delle sue specialità. Riscrivere il passato per illuminare il presente. Conciliando la spietatezza del tema con la leggerezza del tono.
Leggi tutto: Francois Ozon: «Il regista non è il padrone assoluto»
Prima di scrivere la tua sceneggiatura definitiva, hai tutta la storia del tuo cortometraggio in mente od in appunti scritti? Bene. Un primo passo lo hai raggiunto. Sai che una sceneggiatura è un elenco di scene, e che ogni scena descrive qualcosa. Hai letto che la scaletta è una prima veloce, e naturalmente non definitiva, sequenza di scene del tuo corto. L'hai preparata? Ok. Perfetto. Continuiamo.
La storia di un automobilista insonne ed in riserva di carburante che incrocia una singolare cittadina… Singolare cortometraggio dai tratti vagamente surrealisti, con finale a sorpresa molto sopra le righe. Un lavoro che sarà difficile dimenticare e che dovrebbe piacere anche ai meno affezionati alla sezione cinema horror e thriller.
Leggi tutto: Still life: il cortometraggio surrealista di J. Knautz
E' difficile, se non impossibile che un cortometraggio italiano riesca ad uscire e girare in più di 90 sale italiane. E' come conquistare un piccolo Oscar. Ci è riuscito nel suo piccolo "Strani accordi" un film di Stefano Veneruso interpretato da Maria Grazia Cucinotta. Proprio grazie ad una delle attrici più famose del panorama italiano il cortometraggio ha avuto la sua giusta visibilità. Abbiamo incontrato Maria Grazia per capire quali sono le reali diversità tra un cortometraggio ed un film.
Molti attori, ma non solo, snobbano i corti, come tu giudichi questa esperienza?
"Sinceramente io ne farei uno al giorno. E' un modo divertente che ti da la possibilità di realizzare nel tuo piccolo dei sogni che sono anche dei messaggi. Il corto è passione. E' passione verso il cinema ma è anche un modo per sperimentare e per crescere".
Dissacrante e spietato, il cortometraggio di Pier Paolo Pasolini uscito il 19 febbraio del 1963 anticipò di quarant'anni la satira della serie cult. Pochi sono i cult anomali come Boris, la fuori serie italiana che si è caricata sulle spalle lo scomodo ruolo di spartiacque della serialità nostrana. Prima di Boris nessuno aveva mai avuto il coraggio di gridare che il re è nudo. L'audacia che sorregge Boris ha radici antiche, legate a un mondo vicino a quello del piccolo schermo e caratterizzato da molti degli stessi problemi: tali radici appartengono a Pier Paolo Pasolini, e al suo La Ricotta sbarcato nelle sale italiane esattamente sessant'anni fa, il 19 febbraio 1963.
Leggi tutto: "La Ricotta" il corto di Pier Paolo Pasolini è Boris prima di Boris
Quando si parla di Pixar, la stragrande maggioranza delle volte non si pensa ad altro che ad una filmografia ormai vasta e ricca, a partire dal celebre Toy Story che portò la compagnia all’attenzione del grande pubblico, passando poi per veri e propri capolavori come Up, Wall-E, Inside Out e il recente Coco, giusto per nominare alcuni dei film più apprezzati in redazione. Allo stesso modo, però, lo studio di animazione fondato nel 1986 ha saputo stupire anche con lavori meno elaborati, ma non per questo trascurabili: i cortometraggi.
Lo spettro dell’intelligenza artificiale aleggia sulla creatività della scrittura. Dopo gli articoli scritti da ChatGPT, adesso è il turno delle sceneggiature di film e serie televisive. Ma i diretti interessati, invece di gettare le armi, cercano di trarre dei vantaggi dalla «minaccia». Come riportato da Variety, infatti, negli Stati Uniti la Writers Guild of America (WGA), il sindacato degli sceneggiatori, si è dimostrato aperto nei confronti della IA nella stesura dei copioni. Ma ad una sola e irrevocabile condizione: non deve influire sui crediti, e di conseguenza sui compensi, degli stessi autori.
I dialoghi, anche dedotti dalla visione del film, come in questo caso, ci offrono subito il valore degli sceneggiatori. I dialoghi sono la voce dei personaggi, l'ambientazione è importante, ma in realtà sono le parole, le frasi dei personaggi che ci colpiscono di più. Dialoghi efficaci fanno la differenza. Sono l'impatto che ci resta di più nella mente. Non sono le cose più semplici da scrivere, ma i dialoghi devono essere concisi e precisi. Non è chiaccherare come facciamo noi ogni giorno, soprattutto nei cortometraggi i dialoghi devono essere brillanti e coinvolgenti, colpire per spiegare. Ed i dialoghi devono portare avanti la storia.
Cosa succede quando una coppia tribale decide di dare in affidamento un elefantino rimasto orfano? Guarda come l'arrivo del gigante gentile Raghu trasforma per sempre la vita dei suoi genitori adottivi.
Oscar 2023 Miglior cortometraggio d'animazione a: The Boy, the Mole, the Fox and the Horse di Charlie Mackesy e Matthew Freud
Oscar 2023: Miglior cortometraggio è: ‘An Irish Goodbye’ di Tom Berkeley e Ross White
Basato sul libro più venduto di Charlie Mackesy, unisciti a un improbabile gruppo di amici in un viaggio alla ricerca di casa quando Il ragazzo, la talpa, la volpe e il cavallo...
Oscar 2023: Miglior cortometraggio è: "An Irish Goodbye" di Tom Berkeley e Ross White
Oscar 2023 Miglior Cortometraggio Documentario a: "The Elephant Whisperers" di Kartiki Gonsalves e Guneet Monga
‘An Irish Goodbye’, scritto e diretto da Tom Berkeley e Ross White: girato in esterni nelle zone rurali dell'Irlanda del Nord, ha vinto il premio OSCAR 2023 quale Miglior Cortometraggio. (segue trailer ufficiale)
Leggi tutto: Oscar 2023: miglior cortometraggio è: ‘An Irish Goodbye’ di Tom Berkeley e Ross White
Se state cercando le migliori videocamere 4K da acquistare siete nel posto giusto. Abbiamo testato tutte le videocamere 4K sinora prodotte, dalle mirrorless di fascia alta alle videocamere tascabili con stabilizzatore integrato e di seguito troverete una classifica dei modelli che ci hanno convinto di più. Nonostante la loro capacità di girare video in 4K, non tutte le videocamere sono identiche. Ognuna possiede delle caratteristiche peculiari che è bene conoscere prima di procedere all'acquisto.
Leggi tutto: Quali sono le migliori videocamere 4K del 2023 per registi, vlogger, youtuber e amatori
I cortometraggi: non solo film brevi ma un vero e proprio mondo da scoprire. Quando si pensa ai cortometraggi, si ha l’idea di un mondo di nicchia e se questo può esser vero, è pur vero che il cortometraggio inteso come prodotto audiovisivo -che si aggira dai pochi minuti fino ad un massimo normalmente di circa 30 minuti- è proprio alla base della nascita del cinema per come lo conosciamo oggi. I primi lavori pioneristici e l’evoluzione del cinema. Le prime pellicole cinematografiche, infatti, erano della durata di pochi minuti. Basti pensare al primo film mai prodotto nella storia, ad opera dei fratelli Lumière, “La Sortie des Usines Lumière“, il quale dura una manciata di secondi (unico piano sequenza di soli 46 secondi) e che vede sulla scena il passaggio di diversi operai. Ancora, L’arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat, degli stessi autori, e molti altri.
Leggi tutto: C’era una volta il cortometraggio… e c’è ancora!
E' stata la più grande, profonda attrice italiana del secolo scorso. Fiera della sua romanità, seppe imporsi sul panorama italiano ed internazionale. Prima attrice italiana a vincere l'Oscar. "Anna Magnani ha incarnato la figura femminile che ha dato agli italiani un motivo d'orgoglio." (Federico Fellini)
Leggi tutto: Immensamente Anna: 8 film per ricordare Anna Magnani
Con Clizia Fornasier e Lea Mornar, il nuovo cortometraggio di Vincenzo Palazzo affronta il tema della violenza emotiva e psicologica all’interno di una relazione. Una violenza sottile ma distruttiva, intima ma feroce. "L'ULTIMO SALUTO" viene presentato in anteprima a Roma il 19 marzo 2023 nella Sala Consiliare del Municipio III di Roma Capitale.
Leggi tutto: L'ULTIMO SALUTO, il nuovo cortometraggio di Vincenzo Palazzo
Ancora oggi nel vocabolario Treccani, trovate scritto: il cortometràggio (o 'córto metràggio') s. m. [grafia unita di corto e metraggio] (pl. cortometraggi). – Film di breve durata, generalmente non superiore ai 15 minuti, di vario genere (documentario, musicale, pubblicitario, ecc.). Precisiamo subito che il cortometraggio, detto comunemente «corto» , per la legge italiana può arrivare ad avere una durata massima di 75 minuti e non deve essere di carattere pubblicitario.
N.B.: dal 2024 la durata massima di un Cortometraggio è stato portato a 52 minuti - Nota della redazione.
Se fatti bene, i cortometraggi possono esprimere chiaramente la tua voce di regista e avere un grande impatto emotivo in un lasso di tempo minimo. I cortometraggi sono anche un ottimo modo per mostrare le tue capacità senza investire un budget elevato e investire in un lungometraggio più costoso. I cortometraggi spesso ottengono poca attenzione, ed è davvero un peccato perché ci sono molte gemme là fuori che il pubblico vorrebbe vedere se solo sapesse dove guardarle!
Leggi tutto: Cosa possiamo imparare dai Cortometraggi in Nomination all''OSCAR 2023?
L’Associazione Culturale Cinema e Società di Lenola (LT) organizza la venticinquesima edizione del festival “Inventa un film”. Le sezioni principali in cui si articola il concorso 2023 sono: Sezione CORTOMETRAGGI, Sezione LUNGOMETRAGGI “ORO INVISIBILE”, Concorso Venti Sessanta (Mediometraggi). Iscrizione gratuita scadenza 28 aprile 2023 - Il festival si svolgerà dal 2 al 6 agosto 2023 Invio materiali
"PICCOLI GRANDI FILM" il format TV ideato e prodotto da Renato Francisci per l'Associazione culturale ILCORTO.IT e messo in onda sull'emittente televisiva RETE ORO.
Una lettera di auguri scritta da Elsa Morante ed indirizzata a Goffredo Fofi è il punto di partenza del nuovo cortometraggio di Alice Rohrwacher, Le pupille (qui il Trailer ufficiale). L’opera, girata in Super 16 e 35 mm, ha ricevuto la candidatura all’Oscar nella categoria Miglior cortometraggio. La regista toscana dimentica i paesaggi bucolici che avevano incorniciato i suoi precedenti film Le meraviglie e Lazzaro Felice per ambientare il suo nuovo lavoro in un orfanotrofio femminile gestito da alcune suore. Non rinnega, però, la commistione tra fiaba e realtà che caratterizza e rende speciale la sua filmografia. Il corto, prodotta da Carlo Cresto-Dina e dal regista Alfonso Cuarón, è stato distribuito in esclusiva su Disney+.
Leggi tutto: "Le pupille" il cortometraggio di Alice Rohrwacher agli Oscar 2023
Durata massima del CORTOMETRAGGIO: dalla Gazzetta ufficiale del 07-04-1994 (fino al 2023)
Leggi tutto: Durata massima del CORTOMETRAGGIO: dalla Gazzetta ufficiale del 07-04-1994
Ecco gli step da seguire se si vuole realizzare un film avendo pochi soldi. (In un film senza limitazioni di budget le fasi saranno di più e più specifiche rispetto a quelle elencate di seguito, e ogni elemento della troupe avrà dei ruoli più specifici. Questo articolo vuole solo essere da consiglio per chi vuole fare il filmmaker pur avendo poche risorse e non disponendo di una grande produzione disposta a finanziare il progetto).
La forma. Se la sceneggiatura è formattata male si capisce subito che è opera di un dilettante. Ti assicuro che io negli anni ho ricevuto di tutto.
Leggi tutto: Cosa fa apparire una sceneggiatura come se fosse scritta da un dilettante?
Da Screenplay, di Syd Field: Nell’estate del 1937 F. Scott Fitzgerald, alcolizzato, indebitato fino al collo e in preda a una soffocante disperazione, si trasferì a Hollywood alla ricerca di un nuovo inizio, sperando di reinventarsi come sceneggiatore. L’autore de Il grande Gatsby, Tenera è la notte, Di qua dal Paradiso e dell’incompleto Gli ultimi fuochi, forse il più grande scrittore americano, era, come disse un suo amico, in cerca di redenzione.
Leggi tutto: Può un non sceneggiatore scrivere una sceneggiatura per un film di Hollywood?
"La spontaneità è molto importante per me, al punto che non uso più lo storyboard, preferisco l'istante da cercare sul set; l'intensità della luce deciderà le inquadrature".
"Il regista è il regista: tutto deve passare per le sue mani e sta a lui dire sì o no, e suggerire miglioramenti. Questo è un vero regista. Viene un momento in cui si deve gridare, picchiare il pugno sul tavolo e dire: Silenzio! È così che si farà, e sarò io che me ne occuperò".
In conclusione del corso pongo una domanda (chi è lo sceneggiatore?) che in teoria avrebbe dovuto essere preliminare. Non ho voluto appositamente offrire una risposta a priori, chiarendo la specifica competenza professionale richiesta a uno sceneggiatore, né definirne le caratteristiche ideali come una specie di assioma vocazionale.
Leggi tutto: In conclusione: Chi è lo SCENEGGIATORE CINEMATOGRAFICO ?
La fotografia e il cinema sono da sempre una mia grande passione. Io vedo la fotografia come una forma espressiva che permette di congelare eternamente la sensazione di un attimo sfuggente, interpreto invece il cinema come l’arte che permette di esprimere e comunicare le sensazioni di una vita intera. Hanno dunque un elevato valore espressivo, comunicativo, artistico ed educativo che perdura da secoli e mai come nei nostri giorni viene usato o meglio, sfruttato. Sì, dico sfruttato, perché ormai il commercio ha sotterrato la vera arte e i veri valori al di sotto di molti trucchi ed effetti speciali che tanto attraggono le masse. Dove sono le sensazioni di cui parlavo all’inizio? Dove sono finiti i valori profondi dell’umanità? Ecco, io vorrei ritrovarli, vorrei ridare all’arte la sua dignità, la sua vera essenza per far riscoprire all’umanità e alle generazioni future la sua infinita bellezza.
Leggi tutto: CINEMATOGRAFIA E FOTOGRAFIA un viaggio tra arte e scienza - di Giorgio Grasso
In Italia le storie si auto-generano: dello sceneggiatore ormai non vi è più traccia. A quanto pare, il mercato dell’audiovisivo è in crescita, anche in Italia. Anzi, in forte crescita, con tutto quel che ne consegue in termini industriali. E su questo, tutti concordi. Tutti concordi anche nel dire che si tratta di un mercato al cui centro sono le storie; perché senza una buona storia, com’è ovvio, non si fa un film, né una serie tv, né una web serie eccetera eccetera. E alle storie si dà – apparentemente – la caccia. Ora, di norma: dove al centro vi è una storia, al centro vi è un narratore. Cioè colui che è in grado di strutturarla e di scriverla.
Leggi tutto: Sceneggiatori, i nuovi desaparecidos. Un mercato delle idee senza….. le idee?
La GIURIA DEL CONCORSO composta da: SERGIO SALVATI (presidente) grande direttore della fotografia, ha lavorato con Steno, Carlo Vanzina, Christian De Sica, Lucio Fulci oltre a numerosi episodi di serie Tv e caroselli, cortometraggi e documentari. SALVATORE ALU’ sceneggiatore, RENATO VERDECCHI organizzatore di festival, ALFONSO GALDI organizzatore di festival, LAMBERTO FABRIZI ideatore del cine-teatro “Della Forma”, RENATO FRANCISCI direttore artistico ed organizzatore di questo festival. ha assegnato i seguenti Premi:
Negli anni Sessanta i primi trionfi italiani con Morricone, Cipriani ma soprattutto “Profondo rosso”, poi la riscoperta cinefila di Tarantino. Dall'avvento del sonoro, le industrie delle immagini e dei suoni sono state gemelle. Il cinema si potenziava attraverso la radio e i dischi, e viceversa. Le colonne sonore, i leitmotiv e le canzoni associate ai film erano parte della potenza del cinema. Ma il disco diventava anche un modo per proiettarsi nella propria testa ascoltandolo.
Leggi tutto: Le grandi musiche da film: il cinema italiano attraverso colonne sonore e canzoni
Con il termine cortometraggio si suole indicare un film di durata non superiore ai trenta minuti. Chiamato anche “corto”, può avere carattere documentario o narrativo, con una trama unica e lineare che occupi l’intera durata del film; durata che per la legge italiana può arrivare fino a 75 minuti. Il cortometraggio, in passato, veniva utilizzato come anticamera per la produzione di lungometraggi, ed era per molti, infatti, l’equivalente di un racconto rispetto al romanzo. Al giorno d’oggi la situazione non risulta essere granché cambiata. Sono perlopiù giovani aspiranti registi e sceneggiatori che scelgono di cimentarsi nella creazione di queste opere, riuscendo a far sposare il proprio talento con i più bassi costi di produzione che questo strumento particolarmente complesso offre. Tuttavia, sarebbe sciocco considerare il cortometraggio come un “film corto”, perché esso risulta essere profondamente diverso dai lungometraggi non solo in chiave di durata, ma anche in chiave di concezione e tecniche di produzione.
Leggi tutto: I consigli da non perdere per realizzare un Cortometraggio di successo
Il cortometraggio che vi proponiamo oggi si intitola “The present”, è stato prodotto da Jacob Frey ed è basato sui comics di Fabio Coala. In modo sorprendente per lo spettatore, questo video tratta il tema della disabilità: in un primo momento vedrete un simpatico cagnolino e il nuovo padroncino troppo attento a giocare ai videogiochi per stare con lui. Il corto ci porta a riflettere stimolando la nostra empatia, prima verso il cucciolo e poi verso il ragazzo, accomunati dalla disabilità.
Questa è la saletta del Cine-teatro "Della Forma"
Ecco le indicazioni per arrivare al CINE-TEATRO DELLA FORMA in Viale della PRIMAVERA 317 - 00172 Roma
Queste sono le mappe prese da Google
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Se venite da fuori Roma con il treno e vi fermate alla STAZIONE TERMINI, o se arrivate con i mezzi pubblici alla Stazione Termini come punto di riferimento, potete prendere prima la Metro A scendere a SAN GIOVANNI dove prendere la Metro C per scendere alla fermata GARDENIE
poi camminando una decina di minuti verso Via CASILINA, arrivate al Cine-Teatro (tempo totale da Termini circa 45/50 minuti)
SE invece venite dalla parte della VIA CASILINA, è molto semplice, dopo 200 metri circa, cercate un parcheggio...
siete arrivati..... è lì a destra.
Altri mezzi pubblici per arrivarci:
* Trenino FC1 parte da TERMINI/LAZIALI direzione Centocelle, fermata BALZANI
* Bus 105 direzione Parco di Centocelle, è circolare, passa per Stazione Termini, fermata CASILINA/PRIMAVERA
* Bus 412 direzione OLEVANO, parte da zona stazione TUSCOLANA, fermata FERRAIRONI/TRIONFI
* Bus 544 direzione Parco di Centocelle, parte in zona Nomentana, fermata PRIMAVERA/PETRINI
Benvenuti a tutti e godetevi insieme ai vostri amici, troupe, parenti e conoscenti la visione dei CORTOMETRAGGI seduti nei 100 posti delle poltroncine di velluto rosso del Cine-Teatro "DELLA FORMA" !!
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